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	<title>Il ladino cadorino &#187; archeologia industriale</title>
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		<title>1999: progetto Raffaello alla Roggia dei Mulini di Lozzo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 09:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pubblicazioni e libri]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[lozzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrebbe sembrare una rievocazione storica a distanza di 10 anni: se lo fosse, non sarebbe certo un problema, ma in realtà la mia intenzione è quella di mettere online il lavoro prodotto durante la realizzazione del progetto Raffaello. Sono stata interessata in prima persona nella definizione del progetto e quindi ne avevo, come ne ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2009/02/copertina_roggia.jpg"><img class="size-full wp-image-312 alignleft" style="margin-right: 20px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" title="copertina libretto progetto Raffaello 1999" src="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2009/02/copertina_roggia.jpg" alt="copertina libretto progetto Raffaello 1999" width="250" height="345" /></a>Potrebbe sembrare una rievocazione storica a distanza di 10 anni: se lo fosse, non sarebbe certo un problema, ma in realtà la mia intenzione è quella di mettere online il lavoro prodotto durante la realizzazione del <strong>progetto Raffaello</strong>.</p>
<p>Sono stata interessata in prima persona nella definizione del progetto e quindi ne avevo, come ne ho tuttora, a cuore le sorti; parto dalla semplice constatazione che il nostro compito è quello di <strong>produrre cultura legata al territorio</strong>, finalità condivise dal progetto Raffaello.</p>
<p>Il materiale lincato è stato prodotto tra il 1999 ed il 2000 e, oggi come oggi, può essere giudicato graficamente spartano, oltre a presentare una interfaccia per la navigazione non proprio lineare.</p>
<p>Tuttavia i contenuti esposti, certamente di buon valore, illustrano vicende di archeologia industriale che, oltre ad essere di per sé degne di nota, è importante che siano rese pubbliche e quindi fruibili.</p>
<p>L&#8217;immagine qui a fianco rappresenta la copertina del libretto e CD pubblicato a compimento del progetto Raffaello: il titolo ben evidente è <strong>WAVE</strong>, composto dalle iniziali di <strong>W</strong>ater, <strong>A</strong>cqua, <strong>V</strong>oda<strong> </strong>ed <strong>E</strong>au, i nomi dell&#8217;elemento acqua rispettivamente in lingua inglese, italiana, slovena e francese&#8230;</p>
<p>Il progetto Raffaello, promosso dalla <strong>Unione Europea</strong> tra il 1998 ed il 2000, aveva come obiettivi generali:</p>
<ul>
<li> &#8211; la conservazione e lo sviluppo   dell&#8217;eredità culturale dell&#8217;Europa</li>
<li> &#8211; lo scambio di esperienze   e informazioni tecniche</li>
<li> &#8211; l&#8217;accesso al pubblico, la   partecipazione e la consapevolezza dell&#8217; eredità comune</li>
</ul>
<p>La sezione progettuale che ci ha interessato, riguardante <strong>i mulini pre-industriali in Europa</strong>, che è stata coordinata nelle sue fasi attuative dalla <strong>Comunità Montana Centro Cadore</strong>, aveva come obiettivi primari:</p>
<ul>
<li>restaurare quattro mulini   ad acqua e il loro ambiente naturale in Francia, Inghilterra, Italia e   Slovenia</li>
<li>collegare i mulini confrontando   le esperienze tecniche e le conoscenze utilizzando le nuove tecnologie   come Internet</li>
<li>conservare il &#8220;saper   fare&#8221; relativo al mulini ad acqua nell&#8217;Europa pre-industriale</li>
</ul>
<p>Il lavoro è stato posto online senza l&#8217;appesantimento di alcuni video presenti in origine, dei quali peraltro non si avverte la mancanza, inseriti a supporto di alcune descrizioni naturalistiche che, ribadisco, risultano comunque esaustive. Vi propongo due soluzioni per visualizzare il lavoro:</p>
<ul>
<li><a title="Progetto Raffaello alla Roggia dei Mulini di Lozzo di Cadore" rel="nofollow" href="http://www.unionladina.it/progetti/raffaello/welcome.html" target="_blank">progetto Raffaello alla Roggia dei Mulini di Lozzo</a> dal quale, scegliendo la lingua, si attiva una finestra a parte a schermo pieno (senza i consueti pulsanti del vostro browser)</li>
<li><a title="Progetto Raffaello alla Roggia dei Mulini di Lozzo di Cadore" href="http://www.unionladina.it/progetti/raffaello/main_i_set.htm" target="_blank">progetto Raffaello alla Roggia dei Mulini di Lozzo</a> con navigazione integrata nel vostro browser (in questo caso evitate di cliccare sulla scelta &#8220;linguaggio&#8221; che vi porterebbe alla scelta precedente)</li>
</ul>
<p>Non mi resta che augurarvi una buona navigazione.</p>
<p>Francesca Larese Filon</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L fol de Loze</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2009/01/04/al-fol-de-loze/</link>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 15:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[ricordi e tradizioni]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[lozzo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ades la conpron magare n Pusteria, ma n ota la faseone noi a Loze, ntel fol de la lana che se ciatea apena de sote l mulin de i Pinza. Ades no é pì la ciasuta, ma chi che é nasseste poco daspò i ane &#8217;30 i se pensa de cuan che se dea a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_142" class="wp-caption alignnone" style="width: 360px"><img class="size-full wp-image-142" title="follo" src="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2009/01/follo.jpg" alt="Particolar dela domanda de concession par fei l fol - an 1885  " width="350" height="269" /><p class="wp-caption-text">Particolar dela domanda de concession fata dai fardiei &quot;Da Pra Grandelis di Lorenzo&quot; par podé  fei su l fol, presentada l 9 febraro del 1885  </p></div>
<blockquote><p>&#8220;Ades la conpron magare n Pusteria, ma n ota la faseone noi a Loze, ntel fol de la lana che se ciatea apena de sote l mulin de i Pinza. Ades no é pì la ciasuta, ma chi che é nasseste poco daspò i ane &#8217;30 i se pensa de cuan che se dea a dugà visin al fol.</p>
<p>Era sta ciasuta e l fol l vegnia fato laurà da l aga del Rin che, de longo la ruoia,  fasea girà la so roda. La concession pal sfrutamento de l aga l é del 1885. La dente portea le peze de lana  e là se dorea le scorze de i rame pa ncolorì la lana de verdo e se batea i toche de lana nte l aga che cuosea par feila vegnì cuota.</p>
<p>Par ane la dente girea co le giache verde scure fate a Loze, che tegnià tanto ciaudo. Chi che avea le fede le tondia, daspò nte ogni ciasa la dente era bona de filà la lana e de dorala par fei ciauze, barete, maioi. Chi che volea la podea portà al fol par fei giache da vestise pì pesante, che protegea meo dal fredo.</p>
<p>Fin ntel dopo guera se vedea ncora le giache fate ca a Loze ma daspò, col benesere, ste giache le é sparide.&#8221;</p></blockquote>
<p>Ades n progeto pa la valorisazion de la vita de n ota, coordinou dala Union Ladina del Cadore de Medo, parmetarà a dute, con l uso de paniei  nformative, de savé algo de pì su pal <strong>fol de Loze</strong> e su come vegnia laurada la lana.</p>
<p>Francesca Larese Filon</p>
]]></content:encoded>
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