Venerdì 24 febbraio ore 20,45 a Nebbiù di Cadore presso la Casa della Magnifica Regola verrà presentata la guida Drau – Piave curata da Ivano Alfarè Lovo e Letizia Lonzi.

copertina libretto progetto Raffaello 1999Potrebbe sembrare una rievocazione storica a distanza di 10 anni: se lo fosse, non sarebbe certo un problema, ma in realtà la mia intenzione è quella di mettere online il lavoro prodotto durante la realizzazione del progetto Raffaello.

Sono stata interessata in prima persona nella definizione del progetto e quindi ne avevo, come ne ho tuttora, a cuore le sorti; parto dalla semplice constatazione che il nostro compito è quello di produrre cultura legata al territorio, finalità condivise dal progetto Raffaello.

Il materiale lincato è stato prodotto tra il 1999 ed il 2000 e, oggi come oggi, può essere giudicato graficamente spartano, oltre a presentare una interfaccia per la navigazione non proprio lineare.

Tuttavia i contenuti esposti, certamente di buon valore, illustrano vicende di archeologia industriale che, oltre ad essere di per sé degne di nota, è importante che siano rese pubbliche e quindi fruibili.

L’immagine qui a fianco rappresenta la copertina del libretto e CD pubblicato a compimento del progetto Raffaello: il titolo ben evidente è WAVE, composto dalle iniziali di Water, Acqua, Voda ed Eau, i nomi dell’elemento acqua rispettivamente in lingua inglese, italiana, slovena e francese…

Il progetto Raffaello, promosso dalla Unione Europea tra il 1998 ed il 2000, aveva come obiettivi generali:

  • – la conservazione e lo sviluppo dell’eredità culturale dell’Europa
  • – lo scambio di esperienze e informazioni tecniche
  • – l’accesso al pubblico, la partecipazione e la consapevolezza dell’ eredità comune

La sezione progettuale che ci ha interessato, riguardante i mulini pre-industriali in Europa, che è stata coordinata nelle sue fasi attuative dalla Comunità Montana Centro Cadore, aveva come obiettivi primari:

  • restaurare quattro mulini ad acqua e il loro ambiente naturale in Francia, Inghilterra, Italia e Slovenia
  • collegare i mulini confrontando le esperienze tecniche e le conoscenze utilizzando le nuove tecnologie come Internet
  • conservare il “saper fare” relativo al mulini ad acqua nell’Europa pre-industriale

Il lavoro è stato posto online senza l’appesantimento di alcuni video presenti in origine, dei quali peraltro non si avverte la mancanza, inseriti a supporto di alcune descrizioni naturalistiche che, ribadisco, risultano comunque esaustive. Vi propongo due soluzioni per visualizzare il lavoro:

Non mi resta che augurarvi una buona navigazione.

Francesca Larese Filon

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L fol de Loze   4 gennaio 2009

Particolar dela domanda de concession par fei l fol - an 1885

Particolar dela domanda de concession fata dai fardiei "Da Pra Grandelis di Lorenzo" par podé fei su l fol, presentada l 9 febraro del 1885

“Ades la conpron magare n Pusteria, ma n ota la faseone noi a Loze, ntel fol de la lana che se ciatea apena de sote l mulin de i Pinza. Ades no é pì la ciasuta, ma chi che é nasseste poco daspò i ane ’30 i se pensa de cuan che se dea a dugà visin al fol.

Era sta ciasuta e l fol l vegnia fato laurà da l aga del Rin che, de longo la ruoia,  fasea girà la so roda. La concession pal sfrutamento de l aga l é del 1885. La dente portea le peze de lana e là se dorea le scorze de i rame pa ncolorì la lana de verdo e se batea i toche de lana nte l aga che cuosea par feila vegnì cuota.

Par ane la dente girea co le giache verde scure fate a Loze, che tegnià tanto ciaudo. Chi che avea le fede le tondia, daspò nte ogni ciasa la dente era bona de filà la lana e de dorala par fei ciauze, barete, maioi. Chi che volea la podea portà al fol par fei giache da vestise pì pesante, che protegea meo dal fredo.

Fin ntel dopo guera se vedea ncora le giache fate ca a Loze ma daspò, col benesere, ste giache le é sparide.”

Ades n progeto pa la valorisazion de la vita de n ota, coordinou dala Union Ladina del Cadore de Medo, parmetarà a dute, con l uso de paniei  nformative, de savé algo de pì su pal fol de Loze e su come vegnia laurada la lana.

Francesca Larese Filon

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