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	<title>Il ladino cadorino</title>
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		<title>Femenes &#8211; Vita quotidiana delle donne ladine nel Cadore di un tempo</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/07/22/742/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 06:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pubblicazioni e libri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura materiale]]></category>
		<category><![CDATA[libri-segnalati;]]></category>

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		<description><![CDATA[Femenes &#8211; Vita quotidiana delle donne ladine nel Cadore di un tempo. Presentazione del libro &#8220;Femenes&#8221; di Francesca De Meio e Francesca Larese Filon Domenica 25 luglio ore 21.00 presso l&#8217;auditorium di Lozzo di Cadore con la partecipazione del Gruppo Musicale di Costalta Dalla presentazione del libro edito dall&#8217;Union Ladina del Cadore de Medo: Doe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Femenes &#8211; </strong>Vita quotidiana delle donne ladine nel Cadore di un tempo<strong>.</strong></p>
<p>Presentazione del libro &#8220;Femenes&#8221; di Francesca De Meio e Francesca Larese Filon<br />
Domenica <strong>25 luglio ore 21.00</strong> presso l&#8217;auditorium di Lozzo di Cadore<br />
con la partecipazione del <strong>Gruppo Musicale di Costalta</strong></p>
<p>Dalla presentazione del libro edito dall&#8217;<a href="http://www.unionladina.it">Union Ladina del Cadore de Medo</a>:</p>
<blockquote><p><strong>Doe parole pa spiegà.</strong></p>
<p>Femenes no nase dala voia de lassà n recordo dele strussie che le nostre femene de na ota dovea ogni dì sobarcasse. Credo che no sea debesuoi. Savon dute, fin massa ben, i mile dover che ogni femena dovea portà come na cros, da cuan che le era poco pì de tosatele, fin cuan che vegnia l momento de lassà sto mondo: fei davoi ai fardiei pì pìciui, di a tole aga nte brente, parecià l disnà, lavà le strazarie sui rin o sui lavadoi, parecià da vestisse, taconà, mendà, filà lana o cianeipa, fei tela che sarae servida par fei biancaria. Chesto par cuanto reguarda l laoro nte ciasa.</p>
<p>Vegnia po da netà la stala, da monde e  guarnà le bestie, da portà l late n lataria, l laoro nte i cianpe, l portà ruoi, vangà, sapà, semenà, curà, tole su e parecià chè che l cianpo te dasea. E po ncora le avea da idà a seà l erba, da spandela, da rodolà, restelà, fei cogoluze, e par finì tole su l fien fato e portalo nte i tabià n giro pai luoghe opura, se le era da visin del paes, portalo co l lenzuó o la cuerta da fien, se propio dea ben co la luoida, nte i tabià che era sora le stale, pronto par dai da magnà a le bestie.</p>
<p>Femenes é n tributo, piciol ma pien de sentimento, no al laoro fato da le femene, ma a le femene che chel laoro lo à fato, nte ogni momento, pronte a patì, piande, strende i dente, rassegnade a l so destin ma nte l medesimo tenpo segure de esse davoi a fei algo de gran. Femenes l é dedicou soralduto ale femene de na ota, ma anche a chele de ncuoi, dei nostre dì. che anche se l mondo l é canbiou, le sa e le siente de dové fei de duto, ncuoi come alora, par tigni su le famea.</p></blockquote>
<p><code><br />
</code><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-743" title="copertina del libro &quot;Femenes&quot; edito dall'Union Ladina del Cadore de Medo" src="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2010/07/copertina-femenes-550.jpg" alt="" width="550" height="515" /></p>
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		<title>ZAIA: no al centralismo culturale. Lingue materne già patrimonio dell&#8217;Umanità riconosciute dall&#8217;UNESCO</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/05/15/zaia-no-al-centralismo-culturale-lingue-materne-gia-patrimonio-dellumanita-riconosciute-dallunesco/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 May 2010 16:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto il comunicato stampa del presidente Zaia in relazione alla tutela delle lingue materne (il neretto è mio), mettendo in risalto la seguente significativa frase:  &#8220;Siamo al fianco di tutti i popoli che vivono nella penisola nella loro battaglia per veder riconosciuto un principio che dovrebbe essere patrimonio comune di tutti i territori, e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto il <a href="http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Maggio+2010/834.htm">comunicato stampa</a> del presidente Zaia in relazione alla tutela delle lingue materne (il neretto è mio), mettendo in risalto la seguente significativa frase:  &#8220;Siamo al fianco di tutti i popoli che vivono  nella penisola nella loro  battaglia per veder riconosciuto un principio  che dovrebbe essere  patrimonio comune di tutti i territori, e che è già  patrimonio comune  dell’umanità.&#8221;</p>
<blockquote><p>(AVN) – Venezia, 14 maggio 2010</p>
<p>“Il no della Consulta alla legge sulla lingua piemontese riporta alla  nostra attenzione una questione per noi cruciale: <strong>la difesa e la  valorizzazione di quelle lingue materne</strong> che sono il codice genetico  della nostra identità. <strong>Siamo al fianco di tutti i popoli che vivono  nella penisola nella loro battaglia per veder riconosciuto un principio  che dovrebbe essere patrimonio comune di tutti i territori, e che è già  patrimonio comune dell’umanità</strong>. Del resto, a confermare che la nostra  non è una posizione di retroguardia è l’Unesco, che nel suo <a href="http://www.helsinki.fi/~tasalmin/europe_index.html">Red Book of  Endangered Languages</a> riconosce proprio il piemontese tra le lingue  locali ‘potenzialmente in pericolo’.”</p>
<p>Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, a proposito  della decisione della Corte Costituzionale, che ha dichiarato  illegittimo il comma della legge regionale piemontese sulla tutela,  valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte in  cui si fa riferimento alla “lingua piemontese”.</p>
<p>“Vorrei ricordare – aggiunge Zaia &#8211; che, nella riunione dell’ottobre  scorso, il Comitato Intergovernativo della Convenzione dell’Unesco per  il Patrimonio immateriale dell’Umanità ha riconosciuto di fatto alle  lingue locali lo status, appunto, di <strong>patrimonio immateriale che va non  solo difeso</strong>, ma anche divulgato nelle scuole, nelle università,  attraverso i media, in quanto espressione delle diverse comunità locali e  strumento di coesione sociale. In ogni caso, i distinguo tra dialetti e  lingue credo siano sottigliezze che mancano il punto della questione, e  cioè che gli idiomi locali sono lo strumento che il popolo ha <strong>per  difendersi da quel centralismo culturale</strong> che è parente stretto del <strong>più  logoro centralismo politico</strong>”.</p></blockquote>
<p>Rilevo positivamente. Ogni tanto delle buone notizie &#8230; da seguire con attenzione, soprattutto in considerazione che la nostra lingua è classificata fra quelle minacciate di estinzione. Per la posizione della nostra lingua nel Red Book dell&#8217;UNESCO <a href="http://www.helsinki.fi/~tasalmin/europe_report.html#Ladin">clicca qui</a>.</p>
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		<title>I Walser al Salone del Libro di Torino. E i ladini del Cadore?</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/05/14/i-walser-al-salone-del-libro-di-torino-e-i-ladini-del-cadore/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[pubblicazioni e libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Traggo dal sito &#8220;Minoranze linguistiche&#8221;, servizio della Provincia Autonoma di Trento: «Nella serata di domenica 16 maggio la comunità walser, presente anche quest’anno al Salone del libro di Torino dal 13 al 17 maggio 2010, presso lo stand del Consiglio Regionale del Piemonte presenterà le proprie pubblicazioni. Molti i testi  esposti, tra gli altri delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-733" style="margin-right: 20px;" title="copertina-libro-walser" src="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2010/05/copertina-libro-walser.jpg" alt="" width="200" height="279" />Traggo dal sito &#8220;Minoranze linguistiche&#8221;, servizio della Provincia Autonoma di Trento:</p>
<p>«Nella serata di domenica 16 maggio la <a href="http://www.walser.it/">comunità  walser</a>, presente anche quest’anno al <strong>Salone del libro di  Torino </strong>dal 13 al 17 maggio 2010, presso lo stand del Consiglio  Regionale del Piemonte presenterà le proprie pubblicazioni. Molti i  testi  esposti, tra gli altri delle interessanti pubblicazioni prodotte  dal lavoro dei bambini della comunità.<br />
I bambini della scuola  primaria hanno infatti raccolto in quattro libretti il risultato di  interviste agli anziani della valle, condotte tra il 1994 ed il 2004. La  raccolta comprende “<strong><em>Hidriks Lidä wettisch färä cho</em>, <em>male  di quest’anno fossi venuto l’anno scorso</em></strong><em>”</em> dove  vengono presentati tutti i rimedi che gli anziani consigliavano per la  cura di malattie; “<strong><em>Wa chomäwär nar? Scopriamo le nostre  origini</em></strong><em>”</em> dedicato alla raccolta della  nomenclatura sulle attività della produzione del formaggio, la  lavorazione del pane, la coltivazione delle patate, gli antichi mestieri  e l’abbigliamento dei walser». [<a href="http://www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it/news_minoranze/notizie_nazionali/pagina137.html">leggi tutto</a>]</p>
<p>Mi chiedo solo: e i ladini del Cadore? Salone del libro di Torino? Su quale pianeta? Eppure, con fatica, ma di libri ne scriviamo anche noi. Poi però riusciamo a malapena a farne la presentazione in loco. Ma!</p>
<p style="text-align: right;"><em>Foto: <a href="http://www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it/news_minoranze/notizie_nazionali/pagina137.html">Minoranze linguistiche</a></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Legge 482 e tutela della nostra minoranza ladina: se ne sa qualcosa?</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/05/08/legge-482-e-tutela-della-nostra-minoranza-ladina-se-ne-sa-qualcosa/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 08:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo qui, per i navigatori che magari non transitano per il BLOZ, quanto da me già scritto a riguardo dell&#8217;interesse manifestato dalla amministrazione di Lozzo di Cadore riguardo alla tutela della nostra minoranza ladina. Interesse che, ad eccezione di qualche rantolo degli istituti comprensivi, sembra essere diffuso alla quasi totalità delle amministrazioni cadorine. Fosse un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo qui, per i navigatori che magari non transitano per il BLOZ, quanto da me già scritto a riguardo dell&#8217;interesse manifestato dalla amministrazione di Lozzo di Cadore riguardo alla <a href="http://www.lozzodicadore.eu/blog/legge-482-e-tutela-della-nostra-minoranza-ladina-se-ne-sa-qualcosa.html">tutela della nostra minoranza ladina</a>. Interesse che, ad eccezione di qualche rantolo degli istituti comprensivi, sembra essere diffuso alla quasi totalità delle amministrazioni cadorine. Fosse un modo per dire allo Stato italiano &#8220;va a farti f&#8230;&#8221; mi starebbe più che bene. Ma non è così.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zeloz-Catubrium presenta &#8220;Arvagloz&#8221; spettacolo teatrale in ladino</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/03/17/zeloz-catubrium-presenta-arvagloz-spettacolo-teatrale-in-ladino/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione Zeloz-Catubrium presenta &#8220;Arvagloz&#8221;, spettacolo teatrale in ladino. Appuntamento sabato 20 marzo 2010 alle ore 21:00 presso l&#8217;ex &#8220;Preventorio&#8221; di Laggio di Cadore. A seguire UGO &#8220;The Wizard&#8221; DJ.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-726" title="arvagloz-banner-550" src="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2010/03/arvagloz-banner-550.jpg" alt="" width="550" height="82" /></p>
<p>L&#8217;associazione Zeloz-Catubrium presenta &#8220;Arvagloz&#8221;, spettacolo teatrale in ladino.</p>
<p>Appuntamento sabato 20 marzo 2010 alle ore 21:00 presso l&#8217;ex &#8220;Preventorio&#8221; di Laggio di Cadore. A seguire UGO &#8220;The Wizard&#8221; DJ.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Montagna e minoranze linguistiche: i ladini incontrano i candidati alle prossime elezioni regionali</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/03/16/montagna-e-minoranze-linguistiche-i-ladini-incontrano-i-candidati-alle-prossime-elezioni-regionali/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[In relazione all&#8217;articolo &#8221;Problematiche generali e prospettive future per la popolazione ed il territorio dell’alta provincia di Belluno&#8221; pubblicato lo scorso 10 marzo, qui di seguito il comunicato stampa elaborato dalla Federazione tra le Unioni Culturali Ladine della Regione del Veneto: I Ladini incontrano i politici a Caviola domenica 14 marzo 2010. Grande successo per l&#8217;incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In relazione all&#8217;articolo &#8221;<a href="http://www.ladinia.org/blog/2010/03/10/problematiche-generali-e-prospettive-future-per-la-popolazione-ed-il-territorio-dell%e2%80%99alta-provincia-di-belluno/">Problematiche generali e prospettive future per la  popolazione ed il territorio dell’alta provincia di Belluno</a>&#8221; pubblicato lo scorso 10 marzo, qui di seguito il comunicato stampa elaborato dalla <strong>Federazione tra  le Unioni Culturali Ladine della Regione del Veneto</strong>:<br />
<code><br />
</code></p>
<p><strong>I Ladini incontrano i politici a Caviola domenica  14 marzo 2010.</strong></p>
<p>Grande  successo per l&#8217;incontro fra i rappresentanti delle Unioni Ladine  presenti sul territorio del Veneto ed i Candidati alla prossime elezioni  regionali svoltosi a Caviola. Presenti <strong>10 candidati</strong> che hanno potuto  presentare le loro idee sulle <strong>minoranze linguistiche</strong> e sul più ampio  problema della montagna.</p>
<p>La  giornata è iniziata con l&#8217;introduzione di <strong>Francesca Larese Filon</strong>,  presidente della Federazione tra le Unioni Culturali Ladine della  Regione del Veneto che ha presentato il documento approvato dal  Consiglio della Federazione in merito alla richiesta di una nuova legge  per la tutela delle minoranze linguistiche in Veneto e di un  rappresentante delle minoranze eletto in consiglio Regionale. Tale  documento è stato diffuso già nel 2008 a tutti i comuni del territorio  ed è stato inviato al presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.  In questo momento gli ultimi comuni stanno provvedendo alla sua  approvazione (il testo del documento è consultabile all&#8217;indirizzo dell&#8217;articolo precedentemente segnalato, <em>ndr</em>).</p>
<p><strong>Danilo Marmolada</strong>, vicepresidente della Federazione  e sezione ospitante, ha poi ampliato la problematica parlando delle  difficoltà della gente che vive nella montagna dolomitica veneta dove  alla parlata ladina (80% della popolazione) si associano disagi,  difficoltà, spopolamento, mancanza di servizi, chiusura di scuole  richiamando i politici ad una attenzione su questa area di fragilità.</p>
<p><strong>Luca  Lucchetta</strong>, presidente dell&#8217;Istituto Culturale de la Dolomites e  presidente della Comunità Montana Agordina ha ribadito le difficoltà  della nostra gente che si amplificano con la riduzione dei trasferimenti  dallo Stato alle Istituzioni locali. <strong>Lucio Eicher Clere</strong>, rappresentante  del Comelgo e presidente della Commissione Cultura dell&#8217;Istituto Ladin  de la Dolomites, ha ribadito la necessità di interventi per assicurare  lingua, lavoro, mantenimento della cultura alla nostra gente.</p>
<p>Sono  intervenuti poi i rappresentanti  del Comitato Referendario per  dell&#8217;Altopiano dei 7 Comuni di Asiago, <strong>Francesco Rodeghiero</strong> e  l&#8217;assessore comunale di Asiago con delega alle minoranze linguistiche  <strong>Sella Franco</strong> che hanno riportato la loro esperienza come minoranza  cimbra germanofona. Questi hanno richiesto urgentemente la possibilità  di essere inseriti nella zona franca proposta per la riduzione delle  tasse nei territorio marginali, un consigliere regionale per le  minoranze, l&#8217;applicazione della fiscalità ridotta per gli esercizi  commerciali della montagna (LG 97/94), l&#8217;applicazione dell&#8217;articolo 44  della Costituzione per la montagna, l&#8217;obbligatorietà di insegnamento di 2  ore alla settimana della lingua minoritaria e di 1 ora alla settimana  per l&#8217;insegnamento della storia locale nella scuola dell&#8217;obbligo.</p>
<p>I candidati politici intervenuti hanno poi  riportato le loro idee sulla problematica: il Partito Nasional Veneto  con <strong>Gianluca Busato</strong> e <strong>Gianluca Panto</strong> che hanno ribadito la via per la  richiesta di un indipendenza del Veneto simile a quella ottenuta dalla  Scozia e in fase di richiesta per la Catalogna, all&#8217;UDC con <strong>De Pasqual</strong> e  <strong>Vittorino Manfroi </strong>che chiedono uno statuto speciale per il Veneto  simile a quello del Trentino Alto Adige, statuto speciale per il Veneto  anche per <strong>Bruno Nicolai</strong> dell&#8217;Unione Nord Est. <strong></strong></p>
<p><strong>Dario Bond</strong> del Partito  della Libertà ha ribadito l&#8217;impegno per l&#8217;assessore alle minoranze  linguistiche e per uno alla montagna nel Veneto, pur ribadendo le  difficoltà legate alla scarsa rappresentatività della provincia di  Belluno in seno alla Regione Veneto ( 2 soli consilieri con il il 4.7%  della popolazione e il 20% del territorio). <strong>Sergio Reolon</strong> del Partito  Democratico ha portato la sua esperienza di ex presidente della Provincia   ribadendo la necessità di un&#8217;autonomia economica, politica e finanziaria  della provincia di Belluno. La provincia di Belluno riceve oggi il 56%  delle tasse che versa rispetto al 90% di Trento e Bolzano. E la  differenza si sente.</p>
<p>La Lega rappresentata da <strong>Matteo Toscani</strong> e da <strong>Raffaella  Bellot</strong> ha ribadito il suo impegno per il territorio periferico con il  federalismo e con l&#8217;applicazione della zona franca per le aree in  difficoltà al fine di garantire il mantenimento delle struttture  commerciali, artigianali e industriali. Matteo Toscani ha poi promesso  che si impegnerà per un finanziamento ordinario per gli Istituti Ladini  da parte della Regione del Veneto. Sostegno alle istanze della montagna  ladina è venuto anche dagli interventi di <strong>Stefano De Barba</strong> dell&#8217;Italia  dei Valori e da <strong>Gianpaolo Sponda</strong> del movimento Beppegrillo.it.</p>
<p>Il  sindaco di Facade è intervenuto portando la sua esperienza di  amministratore del territorio ribadendo le differenze fra i  trasferimenti nelle diverse realtà: Falcade riceve dallo stato 147 euro  per abitante contro i 570 euro di Ospitale e i 380 di Venezia. Come si  spiegano queste differenze?</p>
<p>L&#8217;incontro si è concluso con l&#8217;amara considerazione della  scarsa rappresentanza che ha la provincia di Belluno nel consiglio  regionale, <strong>2 soli consiglieri su 60</strong>, in relazione al metodo di  ripartizione basato sul numero degli abitanti (la provincia di Belluno  detiene infatti la quota del 4,7% degli abitanti del Veneto). Sarebbe  quindi auspicabile una revisione della legge elettorale per dare  rappresentanza a chi non ce l&#8217;ha, riconoscere un rappresentante fisso  per la montagna ed uno per le minoranze linguistiche. Ma anche  semplicemente rispettare il dettato dell&#8217;autodeterminazione dei popoli  facendo in modo che chi vive sul territorio abbia anche strumenti e  risorse per gestirlo da sé.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>problematiche generali e prospettive future per la popolazione ed il territorio dell’alta provincia di Belluno</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2010/03/10/problematiche-generali-e-prospettive-future-per-la-popolazione-ed-il-territorio-dell%e2%80%99alta-provincia-di-belluno/</link>
		<comments>http://www.ladinia.org/blog/2010/03/10/problematiche-generali-e-prospettive-future-per-la-popolazione-ed-il-territorio-dell%e2%80%99alta-provincia-di-belluno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[INVITO A TUTTA LA POPOLAZIONE AD UN INCONTRO PUBBLICO CON I CANDIDATI DELLA PROVINCIA ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI. La Federazione tra le Unioni Culturali dei Ladini Dolomitici invita i candidati alle elezioni regionali a discutere sui problemi delle minoranze linguistiche nel Veneto e sulle necessità della gente che vive nelle nostre vallate dolomitiche dove i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INVITO A TUTTA LA POPOLAZIONE AD UN INCONTRO PUBBLICO CON I CANDIDATI DELLA PROVINCIA ALLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI.</p>
<blockquote><p>La Federazione tra le <strong>Unioni Culturali dei Ladini  Dolomitici</strong> invita i candidati alle elezioni regionali a discutere sui problemi  delle <strong>minoranze linguistiche</strong> nel Veneto e sulle necessità della gente che vive  nelle nostre vallate dolomitiche dove i ladini sono attualmente l&#8217;80% dei  residenti. In questo momento di crisi economica il nostro territorio rischia lo  spopolamento e l&#8217;abbandono e la <strong>minoranza ladina</strong> si trova a vivere un momento  cruciale.</p>
<p>Oggi è necessario che i nostri politici conoscano  la nostra realtà e le difficoltà che la nostra gente vive ogni giorno e che poi  in Regione possano portare le istanze della nostra gente. Per questo abbiamo questo incontro e contiamo nella  maggior discussione possibile sul futuro di un territorio che rappresenta <strong>più  della metà</strong> della provincia di Belluno.</p>
<p>Francesca Larese Filon<br />
Presidente della Federazione tra le Unioni  Culturali dei Ladini Dolomitici della Regione del Veneto</p></blockquote>
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</code></p>
<ul>
<li><strong>Quando</strong>: domenica 14 marzo alle ore 17.00</li>
<li><strong>Dove</strong>: presso la sala della Gioventu&#8217; di Caviola (dietro la chiesa parrocchiale-comune di Falcade).</li>
<li>Hanno dato la loro certa adesione: Dario Bond, Matteo Toscani, Sergio Reolon, Oscar De Bona e Raffaela Bellot.</li>
</ul>
<p><code><br />
</code></p>
<p>Qui di seguito il testo elaborato dalle Unioni Ladine con la descrizione delle richieste da sottoporre ai candidati alle prossime elezioni regionali.<br />
<code><br />
</code></p>
<p>RICHIESTE DEI LADINI DOLOMITICI DEL VENETO AI RAPPRESENTANTI POLITICI  IN SEDE REGIONALE</p>
<p>In occasione delle elezioni  regionali le <strong>Unioni dei Ladini Dolomitici del Veneto</strong> richiedono  ai propri rappresentanti politici un impegno per la <strong>tutela e  valorizzazione</strong> del <strong>patrimonio linguistico e culturale delle  popolazioni di lingua minoritaria</strong> che insistono su tutto il  territorio del Veneto. In particolare si richiede una LEGGE DI TUTELA  PER LE MINORANZE LINGUISTICHE CHE PERMETTA DI SALVAGUARDARE LA PROPRIA  IDENTITA&#8217; CULTURALE.</p>
<p>Tale azione ha l&#8217;obiettivo di:</p>
<ol>
<li>garantire l’<strong>autonomia della comunità dolomitica</strong> sotto tutti i profili:
<ul>
<li><strong>Istituzionale</strong>:  favorendo la costituzione di uno o più enti intermedi fra Regione e  Comuni, (Una o due Comunità Montane?) con deleghe e trasferimenti  finanziari che possano programmare e gestire gli aspetti amministrativi  che i singoli comuni, troppo piccoli e oberati di compiti non riescono  più a portare a termine.</li>
<li><strong>Economico</strong>: favorire con  strumenti ad hoc le attività economiche rimaste sul territorio  dolomitico, fondate sulla piccola e media impresa, e incentivarne la  nascita di nuove; impiego delle risorse finanziarie provenienti dal  risparmio delle famiglie dolomitiche a fini di sviluppo delle attività  economiche locali;</li>
<li><strong>Ambientale</strong>: utilizzazione delle  risorse energetiche rispetto alle quali si deve puntare  all’autosufficienza ed evitarne lo sfruttamento da parte di altri  sistemi economici, della valorizzazione delle risorse naturali, sia  agricole che naturalistiche.</li>
<li><strong>Sociosanitario</strong>: mantenimento  degli attuali presidi ospedalieri, favorendo la specializzazione in  alcuni ambiti, attirando quindi utenze da territori limitrofi, cercando  il collegamento con Facoltà Universitarie di riferimento; integrazione  tra pubblico e privato per sviluppare l’assistenza agli anziani e ai  disabili.</li>
<li> In tutti gli altri settori stabilire parametri  differenziati rispetto alla pianura, anche valbellunese-feltrina,  favorendo gli abitanti della <em>vera </em>montagna dolomitica.</li>
</ul>
</li>
<li>dare corpo ad una <strong>politica  della cultura</strong> che privilegi da un lato la conservazione e la  valorizzazione dei segni più distintivi dell’identità dolomitica,  costituita dai beni culturali anche minori, materiali quali i beni  architettonici e quelli storico-artistici, e quelli immateriali  costituiti dal ricco patrimonio musicale, letterario, demoantropologico  che costituiscono elementi fondamentali della identità dolomitica,  e  dall’altro la produzione locale di nuove elaborazioni culturali che  inseriscano comunque il territorio dolomitico in ampi circuiti culturali  europei e internazionali;</li>
<li>promuovere lo sviluppo delle componenti culturali e linguistiche che  formano la comunità dolomitica e in particolare l’<strong>uso della lingua  ladina e delle parlate germaniche</strong> dei territori di riferimento <strong>nelle  scuole dell’obbligo</strong>;</li>
<li>valorizzare il patrimonio di fondamentale importanza che è costituito  dalle presenze dolomitiche nel mondo, nate sia dalle dolorose esperienze  dell’emigrazione imposte dalle difficili condizioni economiche e  sociali, sia dalle moderne esigenze di mobilità e circolazione di  competenze professionali che caratterizzano l’attuale presenza dei  dolomitici in tanti paesi del mondo; si tratta di una rete potente di  presenze e di relazioni di cui l’economia e la società dolomitica deve  fare tesoro;</li>
<li>Nella elaborazione ed approvazione del nuovo  Statuto regionale <strong>inserire nei primi articoli </strong>l’attenzione alle <strong>minoranze  linguistiche storicamente presenti</strong> nel Veneto. Impegnarsi a  modificare l’attuale legislazione elettorale, sia nazionale che  regionale, affinchè, se ci sarà il ritorno ai collegi uninominali, sia  previsto nel Veneto un <strong>collegio per il territorio ladino dolomitico</strong>,  mentre nella nuova legge elettorale della Regione Veneto sia prevista  una specifica presenza in consiglio regionale di un <strong>rappresentante  della parte ladina della provincia di Belluno</strong>.</li>
<li>Impegnarsi affinchè per le  popolazioni minoritarie del Veneto siano consentiti i <strong>medesimi  privilegi presenti nelle province a statuto speciale</strong> vicine che  permettono alle popolazioni ladine di vivere e lavorare nel loro  territorio originale evitando lo spopolamento con meccanismi che  promuovono, fra l&#8217;altro, le assunzioni prioritarie della popolazione  minoritaria residente da secoli.</li>
</ol>
<p><strong>QUATTRO RICHIESTE URGENTI</strong></p>
<p>Vi sono quattro  richieste prioritarie la cui urgenza è sotto gli occhi di tutti coloro  che conoscono la lenta agonia di molte comunità della nostra montagna,  l’abbandono del territorio, le difficoltà quotidiane del vivere in  quota, gli ostacoli causati dalla lontananza dai centri nevralgici della  pianura veneta, la mancanza di pari opportunità ed equità tra i nostri  giovani e quelli che vivono all’interno dell’area metropolitana o in  pianura, i maggiori costi della vita e i numerosi svantaggi strutturali  ed economici che contrassegnano l’abitare le “terre alte”.</p>
<ol>
<li> Se  vogliamo salvaguardare la parlata, la storia, la cultura e le tradizioni  dei Ladini Dolomitici, dobbiamo puntare sui giovani privilegiando il  canale istituzionale della Scuola. Su questo punto non esistono  alternative. Inoltre, negli uffici pubblici, i cittadini devono poter  parlare ed essere capiti anche nella loro lingua minoritaria. <strong>Si  richiede pertanto di vincolare l’accesso ai posti pubblici, afferenti ai  territori di lingua ladina e germanofona, al superamento di una prova  di lingua e cultura locali, sul modello di quanto già avviene da decenni  nella valli ladine della provincia di Bolzano</strong>.</li>
<li>Se vogliamo  incentivare i giovani a rimanere sui monti evitando il trasferimento  verso i centri di pianura, dove la vita è più facile e i servizi più  abbondanti, dobbiamo agire sulle leva fiscale ricorrendo ad adeguati  incentivi che neutralizzino le disparità. <strong>Si richiede pertanto una  normativa fiscale a favore delle piccole e medie imprese che operano in  quota, nonché sgravi fiscali nei confronti delle famiglie a reddito  basso e medio basso.</strong></li>
<li>Se vogliamo che la montagna non  continui ad essere pensata con “schemi urbani” e trattata alla stessa  stregua delle aree metropolitane o della pianura, si rende necessaria  una qualificata e costante rappresentanza anche all’interno della giunta  regionale. <strong>Si richiede pertanto, già dalla prossima legislatura, la  costituzione di un assessorato alla montagna e alle minoranze  linguistiche, ricoperto da persona che conosca a fondo le problematiche  inerenti e che sia autenticamente rappresentativa, avente la finalità di  creare “pari opportunità” tra milioni di cittadini veneti che abitano  l’area metropolitana o la pianura e la sparuta minoranza che vive sulle  “terre alte” e parla ladino o lingue germanofone</strong>.</li>
<li>Per i  giovani studenti che vivono nell’area dolomitica e intendono proseguire  gli studi all’Università, la frequenza presso una sede universitaria  quale Padova, Venezia, Verona ecc. comporta difficoltà talmente gravose  in termini economici e di trasporto da costituire una vera “odissea” sia  per alcuni degli studenti stessi che per le loro famiglie. <strong>Si  richiede pertanto un approfondimento di questo problema da parte della  Regione al fine di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale  che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza del cittadini,  impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Vedi art. 3 della  Costituzione Italiana, 2° comma).</strong></li>
</ol>
<p>Queste quattro richieste, che noi riteniamo urgenti,  non devono <strong>in alcun modo</strong> <strong>essere considerate dei privilegi</strong>,  ma soltanto uno strumento (seppur insufficiente e parziale) tendente a  ridurre il divario tra montagna e pianura e a concedere nel limite del  possibile pari opportunità a piccole comunità che, pur vivendo a stretto  contatto con scenari naturali che in sedi autorevoli sono classificati  tra i più belli del mondo e di cui fino ad oggi il montanaro è stato  fedele custode, la possibilità di vivere e di lavorare sul proprio  territorio.</p>
<p>Qui, forse, vale la  pena di ricordare una frase ormai celebre di don Lorenzo Milani: “Non  c’è peggior ingiustizia di fare parti uguali fra diseguali”.  Sull’attuazione (o sulla mancata attuazione) di queste richieste  gradiremmo un incontro a cadenza annuale con i rappresentanti politici  bellunesi in sede regionale al fine di poter seguire l’iter di queste  nostre istanze, che da molti anni circolano tra la nostra gente e  alimentano un disagio che con il passare del tempo e di questa lunga  crisi si fa sempre più crescente.</p>
<p>Caviola, 14 marzo 2010 Sezioni Ladine del Cadore, Comelgo,  Agordino, Zoldano</p>
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		<title>Oggi sciopero: ARIA, ACQUA, RETE.</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2009/07/14/oggi-sciopero-aria-acqua-rete/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 07:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[http://dirittoallarete.ning.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><code><br />
</code></p>
<p><a href="http://dirittoallarete.ning.com"><img class="aligncenter size-full wp-image-685" title="SCARICAILLOGOEPUBBLICALO" src="http://www.ladinia.org/blog/wp-content/uploads/2009/07/SCARICAILLOGOEPUBBLICALO.jpg" alt="SCARICAILLOGOEPUBBLICALO" width="425" height="461" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://dirittoallarete.ning.com">http://dirittoallarete.ning.com</a></strong></p>
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		<title>Capitano delle Cernide</title>
		<link>http://www.ladinia.org/blog/2009/06/22/capitano-delle-cernide/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 09:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e lingua]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro &#8220;Capitano delle Cernide&#8221;, quando ho visto il suo commento un impeto mi ha attraversato mani e mente, perché avevo un ghiotto spunto per approfondire alcune riflessioni. Purtroppo la tirannide  della  &#8220;mancanza di tempo&#8221;, prima ancora di quella di un falsamente democratico Stato italiano, mi ha fatto desistere. Ho ritenuto però di dover &#8220;promuovere&#8221; le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro &#8220;Capitano delle Cernide&#8221;,</p>
<p>quando ho visto il suo <a href="http://www.ladinia.org/blog/2009/06/14/riparto-da-qui/">commento</a> un impeto mi ha attraversato mani e mente, perché avevo un ghiotto spunto per approfondire alcune riflessioni. Purtroppo la tirannide  della  &#8220;mancanza di tempo&#8221;, prima ancora di quella di un falsamente democratico Stato italiano, mi ha fatto desistere.</p>
<p>Ho ritenuto però di dover &#8220;promuovere&#8221; le citazioni da lei portate all&#8217;attenzione dei lettori di questo blog, dal rango di commento a quello di articolo; nulla cambia ai contenuti, vi è forse una maggior visibilità a beneficio di quanti vorranno soffermarsi sui concetti espressi. Appena possibile affronterò questi interessanti argomenti portando, spero, qualche nuovo motivo di riflessione. Ecco quindi, qui riproposte, le citazioni segnalate:</p>
<blockquote><p>“Le richieste di promozione a lingua sono sempre di natura politica: esse si basano, in modo del tutto giustificato, sul contenuto sociopolitico dell’opposizione fra ‘lingua’ e ‘dialetto’. Conseguentemente, tali richieste sono armi politiche, che anticipano la situazione alla quale si mira fondamentalmente, cioè l’indipendenza politica”<br />
(Mario Alinei)</p>
<p>“Una lingua è un dialetto con alle spalle un esercito e una flotta”<br />
(Einar Haugen)</p>
<p>“Un popolo vive quando vuole vivere”<br />
(Ramun Vieli)</p></blockquote>
<p>Danilo De Martin</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riparto da qui</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 11:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo De Martin</dc:creator>
				<category><![CDATA[senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima c&#8217;era l&#8217;Union Ladina del Cadore de Medo. La trovate ancora: è migrata all&#8217;indirizzo www.unionladina.it. Divergenze. Dare una mano come volontario è nella mia indole; sapere che i ringraziamenti per lo svolgimento di una qualsiasi attività di volontariato sono merce rara, fa parte di una vaccinazione fatta molti anni fa &#8230; ma a tutto c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima c&#8217;era l&#8217;Union Ladina del Cadore de Medo.</p>
<p>La trovate ancora: è migrata all&#8217;indirizzo <a href="http://www.unionladina.it">www.unionladina.it</a>.</p>
<p>Divergenze. Dare una mano come volontario è nella mia indole; sapere che i ringraziamenti per lo svolgimento di una qualsiasi attività di volontariato sono merce rara, fa parte di una vaccinazione fatta molti anni fa &#8230; ma a tutto c&#8217;è un limite.</p>
<p>Mi sento come un pinguino nel deserto. Non ha importanza perché sono qui, ma è evidente che siamo fuori posto. Fra i due, l&#8217;unico con la possibilità di muoversi è il pinguino, sono io.</p>
<p>Inizia qui dunque la lunga marcia verso &#8220;i miei luoghi&#8221;; lungo la strada vi racconterò come e perché il ladino cadorino è morto, e perché l&#8217;ombra di un popolo che lo parlava farà la stessa fine.</p>
<p>Danilo De Martin</p>
]]></content:encoded>
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