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L’Union Ladina del Cadore de Medo, come tutte le Unioni Ladine, ha particolarmente a cuore il futuro del proprio territorio. La gestione corretta di questa risorsa è impresa difficile, come non facile è la sua valorizzazione. Ecco perché tutte le iniziative che promuovono e valorizzano, in particolare, il territorio dolomitico, devono trovare la maggior diffusione possibile.

E’ con questa “filosofia” che segnaliamo il blog Ramecrodes di Ernesto Majoni, curato ed appassionato momento di valorizzazione del territorio dolomitico. Nelle righe introduttive, che presentano sommariamente il contenuto del suo blog, Majoni scrive: “Cronache, curiosità, racconti, recensioni, ricordi, segnalazioni e altre cose che riguardano la Montagna, in primo luogo le Dolomiti Ampezzane, ma non solo quelle!!!”.

Ma non solo quelle!!!“: infatti, navigando fra i tanti articoli proposti, ve ne sono alcuni “più vicini a noi”, nel senso che fanno parte integrante della porzione di  territorio che la nostra Union Ladina ha come riferimento. Ve ne propongo alcuni lasciando a voi la scoperta del luogo, ove questo non sia desumibile direttamente dal titolo:

Per una volta, propongo anch’io un quiz: ovviamente di montagna!

Una via di Ettore Castiglioni e Bruno Detassis che ricordo con grande soddisfazione

In omaggio a una delle montagne più belle del Cadore: la Croda Bianca. Nel ricordo dei fratelli Fanton.

Il (o la?) Cridola. Una proposta un po’ diversa.

Una cima, tre stagioni, sei salite

Ernesto ci ha fatto l’onore di descrivere così amabilmente un frammento del nostro territorio dolomitico, la Croda Bianca, io provo a darne un ricordo visivo con una immagine ripresa dalla zona di sosta appena prima del Ponte Cadore.

Non troverete immagini in Ramecrodes; credo sia, pur non essendone certo, una precisa scelta dell’autore.  Leggendo gli articoli vi accorgerete che non se ne sente la mancanza.

Danilo De Martin

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casadolomiti

Domenica 29 marzo ultimo scorso, presso l’auditorium di Lozzo di Cadore, si è svolta  l’Assemblea Provinciale UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Riportiamo di seguito l’intervento di Giovanni Giacomelli, presidente del Consorzio Pro Loco Centro Cadore:

Sono Giovanni Giacomelli e qui rappresento il Consorzio Pro Loco Centro Cadore, organismo nato nel mese di marzo, per abbattere tutti i campanili ed i personalismi tra gli enti del Centro Cadore, ed imparare a cooperare in sintonia con un unico obiettivo: operare per la nostra gente e per il nostro territorio. Il 10 marzo 2009 è nato il Consorzio e siamo felici di far parte della famiglia UNPLI.

Cosa stiamo facendo?

  • coordinamento degli eventi per cercare di evitare il sovrapporsi nelle date;
  • sito Casadolomiti.it, interamente costruito e gestito da volontari delle Pro Loco, per la ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, per la presentazione delle Pro Loco e dei territori dove esse operano, per la cultura e le tradizioni locali, per gli eventi e le manifestazioni; praticamente una vetrina per cittadini e turisti. Nello stesso sono già presenti oltre 200 appartamenti, 20 alberghi, B & B, rifugi, attività economiche, che rappresentano una valida offerta per chi intende venire in Cadore per soggiornare.

I Progetti:

  • Stiamo avviando il progetto del punto informativo autonomo (totem), con il collegamento a tutti gli uffici Pro Loco del Centro Cadore che consentirà di accedere in ogni momento alle informazioni del sito Casadolomiti.it e di altri di interesse turistico, con la possibilità di collegamento telefonico in ricerca automatica per la richiesta di informazioni.
  • Corso di Cultura generale turistica articolato in 8-10 lezioni, una di cultura generale, una di cultura dell’accoglienza e le rimanenti di conoscenza del territorio (natura, arte, storia, cultura, tradizioni, sport di ogni comune), per formare persone che abbiano le conoscenze per soddisfare le curiosità del turista, che dovrà trovare sempre nuovi stimoli per ritornare in Cadore.
  • Nel progetto coinvolgeremo l’Istituto Ladin de la Dolomites, che ha già dato il suo assenso, e la Magnifica Comunità di Cadore. A fine corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ed inseriremo i nominativi dei partecipanti in una brochure da distribuire alle attività ricettive.
  • I pulmini:  il Cadore è un territorio vasto con bassa densità abitativa, dislocato su un territorio dove spostarsi da un paese all’altro è un problema, specialmente per chi abita nelle piccole frazioni e non è automunito. Il turista che vi giunge con un mezzo pubblico, abituato in città, riscontra ancora di più tale disagio. Per risolvere questo problema stiamo sognando di poter inventarci l’utilizzo di due pulmini per il raggiungimento delle frazioni dimenticate (Piniè, Grea, Rizzios ecc.) e dare la possibilità di raggiungere i servizi (uffici, mercati, ospedale) a turisti e cittadini che non sono automuniti. Inoltre questo servizio, nella stagione turistica, andrà ad offrire visite ai nostri musei ed alle attrazioni turistiche, compresi gli eventi e le manifestazioni che vengono regolarmente organizzate.
  • Aree famiglia: la Pro Loco Calalzo ha progettato un’area famiglia attrezzata per i pic-nic con accesso anche per i disabili, con la condivisione del proprio Comune e presto ci sarà la realizzazione. Questo progetto pensiamo di proporlo anche agli altri comuni del Consorzio.
  • Sentieri: attorno ai nostri paesi esistono sentieri di facile percorrenza, un po’ abbandonati e degradati. Noi vorremmo, con l’aiuto delle locali sezioni del Club Alpino Italiano e di volontari, ripristinarli, dotarli di segnaletica, e pubblicizzarli in modo uguale per tutti i comuni del consorzio.

Abbiamo un grave problema da risolvere. Il turista che viene in Cadore, e coloro che operano nella filiera del turismo, sono abituati a trovare un valido supporto negli uffici delle Pro Loco dislocati nei comuni. Questo servizio veniva sostenuto per gran parte dell’anno da volontari e nei mesi da giugno a settembre da personale giustamente ricompensato.

Questi costi sono stati coperti fino alle scorso anno, grazie al prezioso contributo erogato dalla Comunità Montana Centro Cadore, che noi possiamo solo ringraziare per averci sempre aiutato, dimostrandosi l’ente che maggiormente ha sostenuto il turismo in Centro Cadore, oltre che con aiuti economici, anche con le pubblicazioni specifiche per il nostro territorio (vedi i quaderni di architettura e le pubblicazioni sui sentieri e sui musei e sulle tradizioni presenti sul nostro territorio).

Purtroppo conosciamo le difficoltà che tutte le Comunità Montane attraversano, sia per la mancanza di fondi che per alcune volontà politiche che ne minerebbero addirittura l’esistenza, cosa che noi riteniamo sia un enorme danno per la montagna. A causa di ciò la Comunità Montana Centro Cadore non potrà più garantirci la sovvenzione e noi non saremo più in grado di offrire il servizio negli uffici.

A questo punto facciamo appello alla Regione ed alla Provincia perché ci aiutino, visto che oltretutto non si tratta di cifre impossibili da sostenere (Euro 3.000 per Pro Loco). Penso sia assurdo parlare di turismo in quest’area, come unica alternativa all’industria già delocalizzata, e per farlo crescere cominciare a togliere i servizi essenziali.

Giovanni Giacomelli

Provincia di Belluno con aree contermini -did

La Provincia di Belluno "schiacciata" tra la morsa costituita dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.



Un’altra proposta di referendum riguardante la Provincia di Belluno. E’ stata consegnata ieri in Provincia da un comitato  per «costruire la Regione Dolomitica, unendo le Province di Belluno, di Trento e di Bolzano».

Quello che conta al momento è che si prenda sempre più coscienza che il problema dell’AUTONOMIA per la Provincia di Belluno C’E’ e sembra proprio, al di là di questa ultima proposta, che un’idea via via più precisa inizi a serpeggiare fra la nostra gente.

Evidentemente, oltre a lavorare a testa bassa, la gente comincia ad alzare la testa e guardarsi attorno.

A beneficio di chiunque voglia farsi un’idea “territorialista” della questione (che non può ovviamente essere ricondotta alla sola e semplice montanità), ho preparato una semplice “mappa” nella quale ho evidenziato le Provincie Autonome di Trento e Bolzano oltre alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. In mezzo la cenerentola-Belluno.

Non occorrono indagini sociometriche … mio nonno avrebbe commentato con un “no serve autro …“.

Lo Stato italiano, garantendo l’autonomia a Trento, Bolzano e Friuli Venezia Giulia, ha di fatto iniziato a “soffocare” pian pianino la provincia di Belluno.

In soldoni: ciò che conta è conseguire la nostra ormai indispensabile autonomia. Dentro una allargata “Regione Dolomitica ?”, come provincia autonoma ma dentro il Veneto? non ha ora molta importanza; l’importante è che ci tolgano le mani di dosso, non se ne può proprio più.

Danilo De Martin

Mappa del Centro Cadore   10 gennaio 2009

Logo Google Maps

Chiunque volesse rendersi conto del posizionamento geografico della comunità ladina dolomitica del Centro Cadore, l’area in cui opera l’Union Ladina del Cadore de Medo, può cliccare sul seguente link che attiva (su una nuova pagina) una mappa di Google nella quale ho evidenziato i limiti territoriali  della nostra comunità.

Mappa del territorio in cui vive la comunità ladina dolomitica del Centro Cadore

Propongo la mappa nella versione terreno, che risulta più leggibile, ma ovviamente, lo dico per chi non ha confidenza con quello straordinario strumento di conoscenza che è Google Maps, si può provare la modalità mappa o satellite oltre che giocare con il fattore ingrandimento. Se nella sezione altro… si spunta l’opzione foto, si ha a disposizione una marea di immagini della zona.  Purtroppo le immagini che si trovano sotto l’area che ho mappato in azzurro non si attivano, in quanto si attiva per prima la didascalia che accompagna la mappatura stessa.

I dati relativi ai singoli paesi sono tratti dall’Atlante statistico della montagna italiana 2007. Mi riprometto di evidenziare in un prossimo articolo anche le aree pertinenti alle comunità ladine del Comelico, d’Ampezzo, dell’Oltreciusa, dell’Agordino e della Val di Zoldo per avere così un’idea precisa di come sia costituita, nel suo insieme, la Comunità dei Ladini Storici delle Dolomiti Bellunesi.

Danilo De Martin

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