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foto di silvia fornerDal 23 de marzo, al pian tera del Comun (nte la sede dela Pro Loco), é verto l sportel ladin. Gnante de taca chesto laoro, me presento a chi che varda l blog.

Me ciamo Silvia Forner, ei 20 ane, vivo a Loze, e son io che dovarei sta davoi a chesto servizio pa la dente. Nte l 2007 me son diplomada come “tecnico della gestione aziendale” al “I.P.S.S.C.” de Pelos. Nsieme a sta scola ei anche fato l corso de “net operator”, pa nparà a fei e parecià site web.
Daspò l diploma ei fato varie laore, passando dala fabrica ai alberghe.

Cuan che su la bacheca ei visto l bando par chesto laoro ei fato beboto la domanda, parchè la me paria na bela ocasion pa nparà algo sul ladin, le nostre tradizion e sui nostre luoghe. Par savè pi de preziso a chè che l serve n sportel ladin, nvido dute a liede sto articol de Francesca Larese Filon.

Duta la dente che à voia de savé algo (che l sea leou al ladin), la puó vegnì a ciatame nte chisti dis: dal lune al vendre dale 10.00 a le 13.00, opura la puó anche scriveme a l email sportelloladino@lozzodicadore.org o al fax 0435-76.383 e nfin, la puó ciamame al telefono a chesto numero 0435-76.051.

Sperando de ese de renforzo sia a la dente che a l Union Ladina, taco chesta nuova esperienza con voia de fei, de nparà e tanta passion.

Sane a dute.

Silvia Forner


LO SPORTELLO LADINO E’ APERTO ANCHE A LOZZO.

Dal 23 di marzo, al piano terra del municipio  (nella sede della Pro Loco), ha aperto lo sportello ladino. Prima di iniziare questo lavoro, desidero presentarmi ai visitatori del blog.

Mi chiamo Silvia Forner, ho 20 anni, vivo a Lozzo, e sono io che dovrò seguire questo servizio per la gente. Nel 2007 mi sono diplomata come “tecnico della gestione aziendale” all’ “I.P.S.S.C.” di Pelos di Vigo de Cadore. Oltre alle materie di studio tradizionali, ho seguito il corso di “net operator” per imparare a fare, sistemare e gestire siti web. Dopo il diploma ho fatto vari lavori, passando dalla fabbrica agli alberghi.

Quando sulla bacheca ho visto ll bando per questo lavoro ho subito presentato la domanda, perché mi sembrava una bella occasione per imparare nuove cose sul ladino, le nostre tradizioni ed il nostro territorio. Per sapere più in dettaglio a cosa serve un sportello ladino, vi rinvio a questo articolo di Francesca Larese Filon.

Tutta la gente che desidera sapere qualcosa che sia legato alla cultura ladina, può venire a trovarmi in questi giorni: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00, può anche scrivermi all’ e-mail sportelloladino@lozzodicadore.org o al fax 0435-76.383 e infine può chiamarmi al telefono al numero 0435-76.051.

Sperando di essere d’aiuto sia alla gente che all’ Union Ladina, inizio questa nuova esperienza con voglia di fare, di imparare e tanta passione.

Silvia Forner

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casadolomiti

Domenica 29 marzo ultimo scorso, presso l’auditorium di Lozzo di Cadore, si è svolta  l’Assemblea Provinciale UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Riportiamo di seguito l’intervento di Giovanni Giacomelli, presidente del Consorzio Pro Loco Centro Cadore:

Sono Giovanni Giacomelli e qui rappresento il Consorzio Pro Loco Centro Cadore, organismo nato nel mese di marzo, per abbattere tutti i campanili ed i personalismi tra gli enti del Centro Cadore, ed imparare a cooperare in sintonia con un unico obiettivo: operare per la nostra gente e per il nostro territorio. Il 10 marzo 2009 è nato il Consorzio e siamo felici di far parte della famiglia UNPLI.

Cosa stiamo facendo?

  • coordinamento degli eventi per cercare di evitare il sovrapporsi nelle date;
  • sito Casadolomiti.it, interamente costruito e gestito da volontari delle Pro Loco, per la ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, per la presentazione delle Pro Loco e dei territori dove esse operano, per la cultura e le tradizioni locali, per gli eventi e le manifestazioni; praticamente una vetrina per cittadini e turisti. Nello stesso sono già presenti oltre 200 appartamenti, 20 alberghi, B & B, rifugi, attività economiche, che rappresentano una valida offerta per chi intende venire in Cadore per soggiornare.

I Progetti:

  • Stiamo avviando il progetto del punto informativo autonomo (totem), con il collegamento a tutti gli uffici Pro Loco del Centro Cadore che consentirà di accedere in ogni momento alle informazioni del sito Casadolomiti.it e di altri di interesse turistico, con la possibilità di collegamento telefonico in ricerca automatica per la richiesta di informazioni.
  • Corso di Cultura generale turistica articolato in 8-10 lezioni, una di cultura generale, una di cultura dell’accoglienza e le rimanenti di conoscenza del territorio (natura, arte, storia, cultura, tradizioni, sport di ogni comune), per formare persone che abbiano le conoscenze per soddisfare le curiosità del turista, che dovrà trovare sempre nuovi stimoli per ritornare in Cadore.
  • Nel progetto coinvolgeremo l’Istituto Ladin de la Dolomites, che ha già dato il suo assenso, e la Magnifica Comunità di Cadore. A fine corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione ed inseriremo i nominativi dei partecipanti in una brochure da distribuire alle attività ricettive.
  • I pulmini:  il Cadore è un territorio vasto con bassa densità abitativa, dislocato su un territorio dove spostarsi da un paese all’altro è un problema, specialmente per chi abita nelle piccole frazioni e non è automunito. Il turista che vi giunge con un mezzo pubblico, abituato in città, riscontra ancora di più tale disagio. Per risolvere questo problema stiamo sognando di poter inventarci l’utilizzo di due pulmini per il raggiungimento delle frazioni dimenticate (Piniè, Grea, Rizzios ecc.) e dare la possibilità di raggiungere i servizi (uffici, mercati, ospedale) a turisti e cittadini che non sono automuniti. Inoltre questo servizio, nella stagione turistica, andrà ad offrire visite ai nostri musei ed alle attrazioni turistiche, compresi gli eventi e le manifestazioni che vengono regolarmente organizzate.
  • Aree famiglia: la Pro Loco Calalzo ha progettato un’area famiglia attrezzata per i pic-nic con accesso anche per i disabili, con la condivisione del proprio Comune e presto ci sarà la realizzazione. Questo progetto pensiamo di proporlo anche agli altri comuni del Consorzio.
  • Sentieri: attorno ai nostri paesi esistono sentieri di facile percorrenza, un po’ abbandonati e degradati. Noi vorremmo, con l’aiuto delle locali sezioni del Club Alpino Italiano e di volontari, ripristinarli, dotarli di segnaletica, e pubblicizzarli in modo uguale per tutti i comuni del consorzio.

Abbiamo un grave problema da risolvere. Il turista che viene in Cadore, e coloro che operano nella filiera del turismo, sono abituati a trovare un valido supporto negli uffici delle Pro Loco dislocati nei comuni. Questo servizio veniva sostenuto per gran parte dell’anno da volontari e nei mesi da giugno a settembre da personale giustamente ricompensato.

Questi costi sono stati coperti fino alle scorso anno, grazie al prezioso contributo erogato dalla Comunità Montana Centro Cadore, che noi possiamo solo ringraziare per averci sempre aiutato, dimostrandosi l’ente che maggiormente ha sostenuto il turismo in Centro Cadore, oltre che con aiuti economici, anche con le pubblicazioni specifiche per il nostro territorio (vedi i quaderni di architettura e le pubblicazioni sui sentieri e sui musei e sulle tradizioni presenti sul nostro territorio).

Purtroppo conosciamo le difficoltà che tutte le Comunità Montane attraversano, sia per la mancanza di fondi che per alcune volontà politiche che ne minerebbero addirittura l’esistenza, cosa che noi riteniamo sia un enorme danno per la montagna. A causa di ciò la Comunità Montana Centro Cadore non potrà più garantirci la sovvenzione e noi non saremo più in grado di offrire il servizio negli uffici.

A questo punto facciamo appello alla Regione ed alla Provincia perché ci aiutino, visto che oltretutto non si tratta di cifre impossibili da sostenere (Euro 3.000 per Pro Loco). Penso sia assurdo parlare di turismo in quest’area, come unica alternativa all’industria già delocalizzata, e per farlo crescere cominciare a togliere i servizi essenziali.

Giovanni Giacomelli

euromoneteScadrà il prossimo 30 aprile, il termine per i comuni, l’ULSS e la Provincia, e l’Istituto di Cultura Ladina, per presentare allo Stato attraverso la Regione del Veneto la richiesta di finanziamenti per le iniziative previste dalla legge sulla salvaguardia delle minoranze linguistiche. La delibera apposita è stata approvata dalla Giunta Regionale del Veneto ed è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regionale n° 26 dello scorso 27 marzo. Tra le minoranze che potranno beneficiare della delibera, ci sono quella Germanofona di Sappada e quella Ladina del Cadore e degli altri comuni bellunesi che rientrano nella perimetrazione prevista dalla legge 482 fatta propria dal consiglio provinciale.

I comuni bellunesi interessati sono 45: 42 Ladini, 1 Germanofono (Sappada) e 2 Cimbri. Nel 2008, sono stati solamente sette i comuni hanno presentato progetti nell’ambito della legge, con l’aggiunta della Provincia di Belluno, che ha avuto i benefici maggiori. La Comunità montana agordina ed alcuni altri comuni, hanno utilizzato i fondi della legge 482 per aprire degli sportelli Ladini rivolti al pubblico proprio per facilitare l’approccio dei cittadini ai benefici previsti dalla legge nazionale, anche in campo scolastico ed in quello amministrativo. In Cadore il paese di Lozzo, per esempio, ha utilizzato i fondi statali per la stampa di un volume sui proverbi ed i modi di dire, che è stato curato dalla giornalista dell’ Amico del Popolo, Carla Laguna. Il volume non è stato messo in vendita, ma, come prevede la legge che promuove la diffusione del Ladino anche a livello di singoli cittadini, è stato distribuito gratuitamente nelle famiglie del paese.

Per quanto riguarda le modalità per la presentazione delle domande, sul sito ufficiale della Regione del Veneto è stato inserito il testo della delibera ed anche quelli dei 3 allegati approvati nella stessa seduta, e che raccolgono i modelli per le domande. Sui moduli è specificato quali iniziative è possibile programmare nei vari settori di competenza. Per quanto è possibile sapere in Centro Cadore, ci sarebbero già almeno due progetti quasi pronti. Uno di questi sarebbe la Festa dei Costumi Ladini di Pieve e un’iniziativa legata al Coro dei bambini di Calalzo.

Vittore Doro

Foto: Flickr (Andrea Guerra)

per approfondire l’argomento:

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adunanza general de l’ULCM   21 febbraio 2009

tavolo_riunioneA DUTE I COLEGHE E SOCE:

CONVOCAZION DE L ADUNANZA GENERAL DE L UNION LADINA DEL CADORE DE MEDO

sabo  al 14 de marzo 2009, ale  10.00 n prima convocazion e ale 10.30 n seconda convocazion ntela sala de la Magnifica Comunità de Piee de Cadore.







Se discutarà:

  • resoconto de l’atività fata nte l 2008
  • presentazion e aprovazion del bilancio del 2008 e del bilancio de prevision par al 2009
  • comunicazion de l Presidente
  • l Istituto Cultural de la Dolomites
  • nuove idee par al 2009
  • autro

Zerca de vegnì e de partecipà a la discusion! Chi che vo vede al bilancio del 2008 po ciamame al 335/5265204. Dute chi che vegnarà avarà a disposizion n libro omagio.

Chel che avon fato ntel 2008 e chel che volon continuà a fei ntel 2009.

Co le scole:

  • avon stampou apede de la scola de Domiege e de l’Associazion Arcobaleno n libruto de storiele nventade da i tosate de Cialauz, Domiege, Loze, Auronze e del Comelego scrite par ladin de i  diverse paes. Nte l libro é anche n CD co le registrazion de le storie contade.
  • co la scola media de Loze colaboron pal sito n internet che al vegnarà sistemou da i tosate
  • con dute le scole avon fato n concorso pan disegno-logo che avon dorou pa stanpà na borsa de coton da regalà a dute
  • co la scola media de Auronze avon idou la stanpa de n libro su l emigrazion fato con tanta passion da Ilde Pais e i so tosate
  • co la scola media de Domiege avon stanpou n abezedario pa ladin par idà i tosate a scrive e nparà la nostra mare lenga. Al libro é stou fato con tanta passion da la maestra Ermes Vincenzotto apede i so tosate
  • co la scola elementar de Cialauz avon contribuiu a la stanpa de n CD su pal paes

Par dute:

  • continuon la colaborazion col Museo de la Lataria de Loze, che l vien verto d istade e cuan che la dente domanda, fasendo anche la visita guidada ala Ruoia dei Mulin de Loze.
  • avon stanpou l libro “Proverbie e mode de dì de Loze” apede l Comun. L edizion é stada curada da Carla Laguna e dute le famee à podesto portasse a ciasa na copia de l libro
  • avon tegnù verto e mantegnesto l troi botanico “Tita Poa” de Loze
  • continua la pagina su “Il Cadore” scrita pa ladin; dute chi che vo scrive po mandà a l’Union Ladina l so contributo
  • continua la colaborazion co l’Istituto Ladino de la Dolomites con progete sul ladin ntel Cadore de Medo

Francesca Larese Filon

Foto: Flickr (Mnadi) (modificata)

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studenti-ascuolaCo le nuove tecnologie la comunicazion la vien senpre pì svelta, se sa duto n pressa parchè se ciata duto su internet. Alora, zenza diventà s-ciave, bisogna nparà a dorà ste tecnologie, parchè le serve a comunicà e a difonde idee e progete.

L’Union Ladina da cuasi diese ane l à l sito www.ladinia.org agno che se po ciatà nformazion su le nostre tradizion, chel che é la nostra lenga, chel che é stou fato nte sti ane pa sostegnì e idà la nostra dente.

Da n an avon tacou na colaborazion co la scola media de Loze e i tosate à sistemou calche pagina del sito e i fararà na parte dedicada ai dovin che vive n Cadore.

Avon de bisuoi de coinvolge i dovin, parché i é luore che ntel doman dovarà vive nte sti luoghe. Alora, va ben tole su le testimonianze de na ota e fei musei parché i pì dovin sapie come che era na ota, ma dovon anche vardà ndavante, fei parlà i dovin ntra de luore par ladin, feili dorà l ladin anche co le nuove tecnologie.

E par discute e dibate sui probleme del mondo ladin, avon verto anche sto blog  agno che dute chi che vo po ntervegnì, domandà, mete su letere, idee, foto, video.

Ades la discussion é verta su pala autonomia de la provinzia e al referendum par otegnila. L blog vo animà la discussion su chel che la dente pensa che se abie da fei, par feine sta meo noi e i nostre fioi:  se po ntervegnì pa riportà testimonianze, pa scrive poesie n ladin, pa domandà nformazion, pa contribuì à fei algo pa la nostra dente.

Dute chi che dora n conpiuter colegou a internet po portà idee e discussion. Dute apede, se po zercà de costruì n futuro meo  de chel che avon davante i oce.

Francesca Larese Filon

Foto: Flickr (Extra Ketchup)

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Sportel ladin a Loze   17 febbraio 2009

sportello_ufficioN SPORTEL LADIN VIEN VERTO ANCHE A LOZE

Daspò che é stade verte sie sportiei ladins da parte de l’Istituto ladin de la Dolomites, é vegnesta l ora anche pal comun de Loze de dà sto servizio ala dente. Tra calche dì na tosata de Loze la tacarà a fei chesto laoro pa n an.

Ma n chè consistelo n “sportel ladin?“. Ale curte, al dovarae fei chel che fa n ufizio turistico, solo che al posto de nformazion turistiche al dovarae dà nformazion sula ladinità dei nostre luoghe, zercà de spiegà chi che son e le nostre rason.

A chi se rivolgelo sto sportel? A dute chi che zerca nformazion leade al mondo ladin, tanto dente nostrana che foresta.

Al servizio l vien fato n grazia dei schei che é stade ciapade dal comun de Loze pa la lege 482/99 . La tosa la ciaparà posto do n Comun: oltre a dà  nformazion par ladin, la zercarà de tegnì nota dele esigenze che dovese sautà fora, senpre che le sea leade ai probleme dela nostra tera e ale nostre tradizion. La tacarà a traduse algo dal talian al ladin, par difonde l scrive n ladin (la scritura n ladin).

Savon ben che l ladin é na lenga parlada e che son poco usade a scrivelo. Pa nparà a scrivelo ben, la dovarà fei n corso nte l Istituto Ladin de la Dolomites, apede i tosate che é davoi chiautre sportiei.

I spietarà anche de menà la dente foresta e la nostrana a vede la Ruoia dei Mulin de Loze e l Museo de la Lataria; la darà na man a scrive sia pal blog che pal sito dell’Union Ladina.

Sti corse, destinade par ades ai tosate dei sportiei, speron de feili anche nte le scole, parchè no core tanto pa capì che l nostro futuro l é fato dai nostre fioi. Ntanto, augurando a sta tosata de fei n bon laoro, parton co sto “sportel ladin“.

Francesca Larese Filon

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Na sporta “ladina”   15 febbraio 2009

sporta_22

NA SPORTA PAR FEINE PENSA’ AL NOSTRO LADIN CADORIN!

L’Union Ladina del Cadore de Medo à da pocio stanpou ncuante sporte de coton co n disegno creou da n tosato de la scola elementar de Cialauz, che l é stou premiou nte l insuda passada.

La sporta la vegnarà distribuida nte le scole e a la dente e la podarà ese dorata par portà ntin de duto, cossì che, anche se no par, co la sporta porton n giro anche l idea de esse chi che son: dente ladina.

Visin al disegno avon metesto la scrita “son cadorin e parlo ladin”, a volé recordà ala nostra dente che chel che noi ciamon “l nostro dialeto”, chel che uson dute i dì pa parlase, autro no é che una dele tante parlade ladine dele val dolomitiche che, dute nsieme, le forma la lenga ladina.

Savon dute che no é na sporta che tutela na lenga o na tradizion: ma é anche vero che ntel core avanti e ndrio de ogni dì, se propio dovon ciatà algo che ne recorde chi che son, l idea dela sporta ne à paristo la pì bela.

Al tosato che à fato l disegno e duta la scola elementar de Cialauz à da esse orgoliose de sta sporta che girarà par duto l Cadore .

Ale mare de famea digo … farela usà dai vostre fioi, che l nostro doman dipende tanto da luore. N tin pi n tin fa n ton.

Francesca Larese Filon

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Screenshot da Facebook del gruppo "Provincia Autonoma di Belluno - Dolomiti"

Screenshot da Facebook del gruppo "Provincia Autonoma di Belluno - Dolomiti"



Segnalo su Facebook il gruppo Provincia Autonoma di Belluno – Dolomiti; ha attratto subito la mia attenzione perché finalmente si nota che la questione autonomia non può che essere trasversale rispetto agli schieramenti politici.

Riporto dalle informazioni generali con cui il gruppo, fondato da Moreno Broccon,  si presenta:

I Bellunesi chiedono, per motivi geografici, come provincia di confine, stretta tra due regioni a statuto speciale, per la presenza di minoranze linguistiche, per la specifità di tutto il suo territorio montano rispetto al resto del Veneto, l’istituzione della “Provincia Autonoma di BELLUNO – DOLOMITI” sancita per via costituzionale.

La Provincia Autonoma di Belluno-Dolomiti non è un privilegio, ma condizione necessaria per continuare a vivere in montagna.

Nel Veneto, se ci saranno le condizioni.
Altrimenti, in una Regione Dolomitica formata dalle Province Autonome di Belluno, Trento e Bolzano.

Non ci sono alternative.

Mi ghe crede.

Nelle interessanti discussioni aperte nel gruppo non manca un po’ di pepe e neanche qualche dardo colorato partiticamente, ma il tutto si evidenzia con grande garbo ed equilibrio (per quello che ho potuto vedere).

Negli interventi di alcuni membri del gruppo si nota un po’ di confusione riguardo a come viene letta e interpretata la ladinità di aree della nostra provincia come il Cadore ed il Comelico. Ma sta all’Union Ladina spiegare “le ragioni della nostra ladinità”: gli argomenti non mancano. Un pochino manca il tempo … ma stiamo recuperando. Dalla nostra parte sta il fatto che sul territorio e nelle scuole la nostra presenza non manca. Manca, per ora, solo un aggiornamento del nostro sito sul quale riportare … “tutte le nostre ragioni”.

In ogni caso il gruppo Provincia Autonoma di Belluno – Dolomiti va visitato e, se siete utenti facebook,  sostenuto con l’iscrizione. Anche la semplice iscrizione, infatti, è un atto che aumenta la consapevolezza che l’autonomia per la nostra provincia è ormai vitale per il nostro futuro. Se poi trovate anche il tempo di intervenire nelle discussioni aperte, tanto meglio.

Danilo De Martin

Provincia di Belluno con aree contermini -did

La Provincia di Belluno "schiacciata" tra la morsa costituita dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.



Un’altra proposta di referendum riguardante la Provincia di Belluno. E’ stata consegnata ieri in Provincia da un comitato  per «costruire la Regione Dolomitica, unendo le Province di Belluno, di Trento e di Bolzano».

Quello che conta al momento è che si prenda sempre più coscienza che il problema dell’AUTONOMIA per la Provincia di Belluno C’E’ e sembra proprio, al di là di questa ultima proposta, che un’idea via via più precisa inizi a serpeggiare fra la nostra gente.

Evidentemente, oltre a lavorare a testa bassa, la gente comincia ad alzare la testa e guardarsi attorno.

A beneficio di chiunque voglia farsi un’idea “territorialista” della questione (che non può ovviamente essere ricondotta alla sola e semplice montanità), ho preparato una semplice “mappa” nella quale ho evidenziato le Provincie Autonome di Trento e Bolzano oltre alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. In mezzo la cenerentola-Belluno.

Non occorrono indagini sociometriche … mio nonno avrebbe commentato con un “no serve autro …“.

Lo Stato italiano, garantendo l’autonomia a Trento, Bolzano e Friuli Venezia Giulia, ha di fatto iniziato a “soffocare” pian pianino la provincia di Belluno.

In soldoni: ciò che conta è conseguire la nostra ormai indispensabile autonomia. Dentro una allargata “Regione Dolomitica ?”, come provincia autonoma ma dentro il Veneto? non ha ora molta importanza; l’importante è che ci tolgano le mani di dosso, non se ne può proprio più.

Danilo De Martin