La biblioteca comunale di Lozzo ha una dotazione di circa 8600 libri, fra i quali ve ne sono oltre 430 che trattano di Storia locale. Un po’ di tempo fa chiesi all’allora presidente del comitato di gestione, Carla Laguna, se era possibile avere un elenco in formato testo della dotazione libraria relativa a quest’ultimo argomento.

L’elenco avrebbe permesso una veloce e continua verifica, “da casa”, della presenza o meno di determinati libri da utilizzare nelle nostre ricerche di approfondimento storico: a quel tempo, per esempio, mi interessava sapere se era disponibile presso la nostra biblioteca La casa rurale nella montagna bellunese di Elio Migliorini.

Prontamente Carla Laguna mi fece avere l’elenco di tutta la sezione storia locale che ora, a distanza di tempo, posso condividere con chiunque ne sia interessato. La lista completa è a disposizione al seguente indirizzo: elenco libri della sezione storia locale della Biblioteca comunale di Lozzo di Cadore. In questo articolo ne riporto una selezione allo scopo di far capire di cosa stiamo parlando: come si può vedere la lista riporta titolo, autore o editore, collocazione (nella sezione e relativo scaffale) ed è redatta interamente in minuscolo (tenerne conto nelle ricerche testuali).

La procedura di ricerca testo? Chi usa Firefox può: premere il tasto Ctrl insieme al tasto F (Ctrl+F) che attiva la funzione di ricerca testo all’interno della pagina. A questo punto basta digitare ciò che cerchiamo, per esempio “migliorini”, e la funzione ci fa vedere la sua prima occorrenza. Con il tasto F3 (o cliccando sull’icone “successivo”) possiamo poi passare alla successiva occorrenza fino ad esaurimento della ricerca (comodissima la funzione “evidenzia” …).

Nelle ricerche di testo fate attenzione al fatto che non sempre degli autori viene riportato il nome e, talvolta, nome e cognome compaiono in ordine inverso.

Chi lo desidera può, con un semplice copia-incolla dell’intero elenco, crearsi il proprio file da consultare offline.

La biblioteca comunale ha sede presso l’edificio della Scuola Media Statale di Lozzo di Cadore via Dante Alighieri n.308 ed è aperta al pubblico nelle giornate di mercoledì e venerdì dalle ore 18,00 alle ore 19,00.

Elenco di una selezione di libri che compongono la sezione storia locale della biblioteca comunale di Lozzo.

– storia del popolo cadorino | g. ciani | b-003
– saggio di bibliografia cadorina | fabbiani | b-004
– prime giunte al saggio bibliografia cadorina | giovanni fabbiani | b-005
– il cadore nel 66 | fabbiani | b-006
– la lingua venetica le iscrizioni i vol. | prosdocimi-pelle | b-008
– la lingua venetica studi ii vol. | pellegrini-prosdocimi | b-009
– i volontari alpini del cadore | coletti celso | b-010
– gli antichi laudi di auronzo | fabbiani giovanni | b-013
– i laudi di amos, malon e costa di auronzo | fabbiani giovanni-cason-nozze | b-014
– i laudi di lozzo di cadore | fabbiani giovanni | b-037
– almanacco cadorino 1873-74 vol i | ronzon antonio | b-044
– almanacco cadorino 1875-76 vol ii | ronzon antonio | b-045
– almanacco cadorino 1894-95 vol iii | ronzon antonio | b-046
– tradizioni popolari cadorine | giovanni fabbiani | b-047
– la scoperta delle dolomiti | grohmann | b-060
– canapa e lana | comunità montana feltrina | b-062
– pastorizia transumante del feltrino | comunità montana | b-063
– le cime di lavaredo | antonio sanmarchi | b-074
– pagine di storia e intinerari turistici di lozzo | baldovin ezio | b-076
– guida di san vito di cadore | belli mario farruccio | b-077
– l’ abate bartolomeo toffoli | marcello rosina | b-078
– storia contadina del bellunese | silvio lanaro | b-087
– civiltà agricola agordina | rossi g. b. | b-088
– dizionario dialetto di revine | tomasi giovanni | b-089
– il ladino bellunese | pellegrini g-b- | b-090
– il dialetto d’ oltrechiusa | menegus tamburin vincenzo | b-093
– guida ai dialetti veneti vol v | cortelazzo manlio | b-094
– guida ai dialetti veneti vol vi | cortelazzo manlio | b-095
– dizionario del dialetto ladino di comelico superiore | de lorenzo tobolo | b-100
– voci dialettali e toponomastiche cadorine | don pietro da ronco | b-124
– il forte di monte tudaio | de donà giovanni-musizza walter | b-140
– racconti ladini | gruppo musicale costalta | b-150
– il forte di col vidal | de donà giovanni-musizza walter frescura daniele | b-160
– il ladino bellunese | ist. bell. ric. soc. cult. | b-161
– sui sentieri del papa in cadore | ferruccio mario belli | b-167
– giovanni paolo secondo a lorenzago | giunta regionele veneto | b-169
– l’ idioma ladino a cibiana di cadore | da col g. | b-190
– il museo archeologico cadorino | pellegrini | b-191
– il cadore e il suo ambiente naturale | gianni d’affara | b-194
– i paleoveneti nel bellunese | vari | b-200
– studi storici linguistici | pellegrini | b-201
– vita lavoro gioie stenti delle nostre genti | gruppo dell’amicizia | b-235
– archivio comunale di lozzo di cadore | de maritn pinter albina | b-245
– segni nelle dolomiti orientali | pais becher gianni e ada martella | b-249
– tesi di laurea | francesco zanella | b-258
– il lavoro nei boschi | marco casanova borca | b-266bis
– la roggia dei mulini | aa.vv. | b-270
– le minoranze del veneto | luciana palla | b-273
– oronimi bellunesi | vari | b-274
– le attività pastorali nell’area ladina del centro | iolanda da deppo | b-283
– storie intorno al larin | ida zandegiacomo | b-284
– storie nuove e vece | lina de donà fabbro | b-285
– pin pun taratapita | aa.vv | b-286
– orazion inni di fede e di esistenza | aa.vv | b-287
– wave water acqua voda eau – la roggia dei mulini di lozzo | aa.vv. | b-289
– gli statuti cadorini del 1338 | d’andrea emanuele | b-306
– una strada per l’europa | scuola elementare foen | b-307
– i laudi di lozzo di cadore | fabbiani giovanni | b-370
– il dizionario della gente di lozzo | a cura della commissione bibliotecaria di lozzo | b-373
– corne e cros | zandegiacomo ida | b-374
– auronzo terra di frontiera | pais becher gianni | b-377
– pompieri volontari di lozzo di cadore | calligaro mario nodaro | b-378
– ciroloide | da deppo emilio | b-379
– la mia storia il mio paese | laguna antonietta | b-384
– ladinia bellunese: storia, identità, lingua, cult | majoni – guglielmi | b-385
– la treina | da deppo emilio | b-399
– lozzo storia, pastori, vocazioni,di una piccola comunità | laguna carla | b-400
– proverbie e mode de dì de loze | a cura di Carla Laguna |
– val montina | danilo de martin, roberto tabacchi |

Danilo De Martin

Foto: Flickr (xcaballe)

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Come anticipato in un precedente articolo, che consiglio di leggere per avere una migliore percezione del contributo, il Dizionario della gente di Lozzo è ora disponibile online come file html. Si tratta di una rilevante testimonianza della parlata ladina di Lozzo di Cadore le cui implicazioni sono ovviamente estensibili, con gli opportuni distinguo, a tutte le parlate delle valli dolomitiche del Cadore ed in generale di tutta l’area ladina bellunese.

Avvertenze:

  • è fondamentale prendere atto delle regole di trascrizione fonetica adottate nella stesura del Dizionario che si trovano nell’Introduzione;
  • la sequenza delle lettere usate è:  a, b, č, d, e, f, ğ, g, i, k, l, m, n, ñ, o, p, r, s-š, t, u, v, ž;
  • la lettera h non è utilizzata e quindi bisogna dare la giusta collocazione alle coppie č-k e ğ-g;
  • bisogna fare attenzione anche alla collocazione della lettera ñ (gn):
  • ulteriori informazioni sulla resa fonetica della lingua ladina possono essere cercate alla pagina che introduce all’uso della grafia ladina unitaria;
  • i file a disposizione sono pre-formattati per la stampa in A4; la grandezza del font a video può essere maggiorata con l’utilizzo degli usuali comandi da tastiera a disposizione sui browser (per esempio “Ctrl+” in Firefox)
  • essendo file html la ricerca di testo all’interno del file è attivabile immediatamente con i comandi del browser (combinazione dei tasti “Ctrl-F” in Firefox); ovviamente la ricerca è condizionata dalle regole di trascrizione fonetica adottate e di cui ho già fatto cenno;

Elenco delle sezioni di cui si compone il Dizionario della gente di Lozzo:

  • Prefazione (prefazione del prof. Giovan Battista Pellegrini, presentazione del Sindaco, La Commissione della Biblioteca Comunale, Componenti del gruppo di lavoro, Note biografiche del prof. Elio Del Favero);
  • Introduzione (Caratteristiche della pubblicazione, Contenuto, Voci del dizionario, Trascrizione della parlata, Accenti e apostrofi, Abbreviazioni bibliografiche, Testi consultati, Fonti di informazioni e compositori di schede, Abbreviazioni utilizzate nel testo, Breve sintesi grammaticale, Coniugazione di alcuni verbi);
  • Breve selezione di termini italiano-ladino
  • Dizionario: a-, –b-, –č-, –d-, –e-, –f-, –ğ-, –g-, –i-, –k-, –l-, –m-, –n-, –ñ-, –o-, –p-, –r-, –s-š-, –t-, –u-, –v-, –ž

Schede linguistiche della vita e dei mestieri:

Credo che la tutela di qualsiasi minoranza linguistica debba appoggiarsi anche sulle testimonianze prodotte dalla vivacità della comunità in sé. Se è vero, perché purtroppo è vero, che il generale senso di identità linguistica in questa parte del territorio dolomitico è ancora labile,  è anche vero che vi è una continua e diffusa, anche se non sempre riconosciuta, produzione culturale che ha nella parlata ladina il proprio centro focale. E’ importante che vi sia un luogo in cui queste testimonianze possano essere cercate e trovate, a disposizione di tutti, non foss’altro per ricordarci che la nostra è una comunità viva anche linguisticamente.

Buona lettura e consultazione.

Danilo De Martin

adunanza general de l’ULCM   21 febbraio 2009

tavolo_riunioneA DUTE I COLEGHE E SOCE:

CONVOCAZION DE L ADUNANZA GENERAL DE L UNION LADINA DEL CADORE DE MEDO

sabo  al 14 de marzo 2009, ale  10.00 n prima convocazion e ale 10.30 n seconda convocazion ntela sala de la Magnifica Comunità de Piee de Cadore.







Se discutarà:

  • resoconto de l’atività fata nte l 2008
  • presentazion e aprovazion del bilancio del 2008 e del bilancio de prevision par al 2009
  • comunicazion de l Presidente
  • l Istituto Cultural de la Dolomites
  • nuove idee par al 2009
  • autro

Zerca de vegnì e de partecipà a la discusion! Chi che vo vede al bilancio del 2008 po ciamame al 335/5265204. Dute chi che vegnarà avarà a disposizion n libro omagio.

Chel che avon fato ntel 2008 e chel che volon continuà a fei ntel 2009.

Co le scole:

  • avon stampou apede de la scola de Domiege e de l’Associazion Arcobaleno n libruto de storiele nventade da i tosate de Cialauz, Domiege, Loze, Auronze e del Comelego scrite par ladin de i  diverse paes. Nte l libro é anche n CD co le registrazion de le storie contade.
  • co la scola media de Loze colaboron pal sito n internet che al vegnarà sistemou da i tosate
  • con dute le scole avon fato n concorso pan disegno-logo che avon dorou pa stanpà na borsa de coton da regalà a dute
  • co la scola media de Auronze avon idou la stanpa de n libro su l emigrazion fato con tanta passion da Ilde Pais e i so tosate
  • co la scola media de Domiege avon stanpou n abezedario pa ladin par idà i tosate a scrive e nparà la nostra mare lenga. Al libro é stou fato con tanta passion da la maestra Ermes Vincenzotto apede i so tosate
  • co la scola elementar de Cialauz avon contribuiu a la stanpa de n CD su pal paes

Par dute:

  • continuon la colaborazion col Museo de la Lataria de Loze, che l vien verto d istade e cuan che la dente domanda, fasendo anche la visita guidada ala Ruoia dei Mulin de Loze.
  • avon stanpou l libro “Proverbie e mode de dì de Loze” apede l Comun. L edizion é stada curada da Carla Laguna e dute le famee à podesto portasse a ciasa na copia de l libro
  • avon tegnù verto e mantegnesto l troi botanico “Tita Poa” de Loze
  • continua la pagina su “Il Cadore” scrita pa ladin; dute chi che vo scrive po mandà a l’Union Ladina l so contributo
  • continua la colaborazion co l’Istituto Ladino de la Dolomites con progete sul ladin ntel Cadore de Medo

Francesca Larese Filon

Foto: Flickr (Mnadi) (modificata)

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studenti-ascuolaCo le nuove tecnologie la comunicazion la vien senpre pì svelta, se sa duto n pressa parchè se ciata duto su internet. Alora, zenza diventà s-ciave, bisogna nparà a dorà ste tecnologie, parchè le serve a comunicà e a difonde idee e progete.

L’Union Ladina da cuasi diese ane l à l sito www.ladinia.org agno che se po ciatà nformazion su le nostre tradizion, chel che é la nostra lenga, chel che é stou fato nte sti ane pa sostegnì e idà la nostra dente.

Da n an avon tacou na colaborazion co la scola media de Loze e i tosate à sistemou calche pagina del sito e i fararà na parte dedicada ai dovin che vive n Cadore.

Avon de bisuoi de coinvolge i dovin, parché i é luore che ntel doman dovarà vive nte sti luoghe. Alora, va ben tole su le testimonianze de na ota e fei musei parché i pì dovin sapie come che era na ota, ma dovon anche vardà ndavante, fei parlà i dovin ntra de luore par ladin, feili dorà l ladin anche co le nuove tecnologie.

E par discute e dibate sui probleme del mondo ladin, avon verto anche sto blog  agno che dute chi che vo po ntervegnì, domandà, mete su letere, idee, foto, video.

Ades la discussion é verta su pala autonomia de la provinzia e al referendum par otegnila. L blog vo animà la discussion su chel che la dente pensa che se abie da fei, par feine sta meo noi e i nostre fioi:  se po ntervegnì pa riportà testimonianze, pa scrive poesie n ladin, pa domandà nformazion, pa contribuì à fei algo pa la nostra dente.

Dute chi che dora n conpiuter colegou a internet po portà idee e discussion. Dute apede, se po zercà de costruì n futuro meo  de chel che avon davante i oce.

Francesca Larese Filon

Foto: Flickr (Extra Ketchup)

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Sportel ladin a Loze   17 febbraio 2009

sportello_ufficioN SPORTEL LADIN VIEN VERTO ANCHE A LOZE

Daspò che é stade verte sie sportiei ladins da parte de l’Istituto ladin de la Dolomites, é vegnesta l ora anche pal comun de Loze de dà sto servizio ala dente. Tra calche dì na tosata de Loze la tacarà a fei chesto laoro pa n an.

Ma n chè consistelo n “sportel ladin?“. Ale curte, al dovarae fei chel che fa n ufizio turistico, solo che al posto de nformazion turistiche al dovarae dà nformazion sula ladinità dei nostre luoghe, zercà de spiegà chi che son e le nostre rason.

A chi se rivolgelo sto sportel? A dute chi che zerca nformazion leade al mondo ladin, tanto dente nostrana che foresta.

Al servizio l vien fato n grazia dei schei che é stade ciapade dal comun de Loze pa la lege 482/99 . La tosa la ciaparà posto do n Comun: oltre a dà  nformazion par ladin, la zercarà de tegnì nota dele esigenze che dovese sautà fora, senpre che le sea leade ai probleme dela nostra tera e ale nostre tradizion. La tacarà a traduse algo dal talian al ladin, par difonde l scrive n ladin (la scritura n ladin).

Savon ben che l ladin é na lenga parlada e che son poco usade a scrivelo. Pa nparà a scrivelo ben, la dovarà fei n corso nte l Istituto Ladin de la Dolomites, apede i tosate che é davoi chiautre sportiei.

I spietarà anche de menà la dente foresta e la nostrana a vede la Ruoia dei Mulin de Loze e l Museo de la Lataria; la darà na man a scrive sia pal blog che pal sito dell’Union Ladina.

Sti corse, destinade par ades ai tosate dei sportiei, speron de feili anche nte le scole, parchè no core tanto pa capì che l nostro futuro l é fato dai nostre fioi. Ntanto, augurando a sta tosata de fei n bon laoro, parton co sto “sportel ladin“.

Francesca Larese Filon

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Na sporta “ladina”   15 febbraio 2009

sporta_22

NA SPORTA PAR FEINE PENSA’ AL NOSTRO LADIN CADORIN!

L’Union Ladina del Cadore de Medo à da pocio stanpou ncuante sporte de coton co n disegno creou da n tosato de la scola elementar de Cialauz, che l é stou premiou nte l insuda passada.

La sporta la vegnarà distribuida nte le scole e a la dente e la podarà ese dorata par portà ntin de duto, cossì che, anche se no par, co la sporta porton n giro anche l idea de esse chi che son: dente ladina.

Visin al disegno avon metesto la scrita “son cadorin e parlo ladin”, a volé recordà ala nostra dente che chel che noi ciamon “l nostro dialeto”, chel che uson dute i dì pa parlase, autro no é che una dele tante parlade ladine dele val dolomitiche che, dute nsieme, le forma la lenga ladina.

Savon dute che no é na sporta che tutela na lenga o na tradizion: ma é anche vero che ntel core avanti e ndrio de ogni dì, se propio dovon ciatà algo che ne recorde chi che son, l idea dela sporta ne à paristo la pì bela.

Al tosato che à fato l disegno e duta la scola elementar de Cialauz à da esse orgoliose de sta sporta che girarà par duto l Cadore .

Ale mare de famea digo … farela usà dai vostre fioi, che l nostro doman dipende tanto da luore. N tin pi n tin fa n ton.

Francesca Larese Filon

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cop_boschiNel 2000 le Unioni Ladine  dell’altobellunese (vedi in seguito l’elenco) presentarono un grosso lavoro di ricerca intitolato:

La valorizzazione del sapere degli anziani
IL LAVORO NEI BOSCHI
La tradizione ladina dell’altobellunese

I frutti della ricerca, condotta dal bravissimo Marco Casanova Borca,  dettero poi luogo alla pubblicazione di un libro e di un CD. L’uscita del libro fu salutata da un grosso successo, tanto che le 500 copie stampate inizialmente andarono a ruba, rendendo necessaria la ristampa di altre 1000 copie, distribuite anch’esse fino all’ultima copia nell’arco di questi anni. Anche il CD andò naturalmente a ruba.

Nel frattempo l’Union Ladina del Cadore de Medo mise online il contenuto del libro Il lavoro nei boschi ed una parte dei contenuto del CD, consultabile all’indirizzo segnalato (avvertenza: ad eccezione di questo blog, il sito dell’Union Ladina, nel suo insieme, è in corso di aggiornamento anche per quanto riguarda la grafica con cui si propone che, indubbiamente, riflette “lo stile”  degli anni (1997) in cui il sito mosse i primi passi) .

Fino ad ora abbiamo potuto far fronte alle richieste con i libri che, con una certa parsimonia, abbiamo cercato di distribuire alle persone genuinamente  interessate all’argomento.

Ora che i libri sono finiti non possiamo fare altro che proporre il contenuto del CD; rispetto alle pagine online quest’ultimo ha una dotazione di fotografie molto più ampia e contiene anche una selezione delle interviste in voce, oltre che una loro trascrizione, effettuate agli anziani ultimi detentori di questo straordinario sapere (le registrazioni vocali sono state fatte ad: Alleghe, Auronzo di Cadore, Canale d’Agordo, Comelico Superiore, Forno di Zoldo, Lozzo di Cadore, Rivamonte Agordino, S. Vito di Cadore, S. Stefano di Cadore, Selva di Cadore).

Importante: il CD è composto sostanzialmente da un file eseguibile exe e da un file di contenuti che funzionano solo su sistemi windows (quindi non è composto da file html navigabili). Il file che mettiamo a disposizione è in formato zip ed ha una dimensione di 110 Mb. Chi è interessato può farne richiesta motivata a info@unionladina.it; vi comunicheremo l’indirizzo web (URL) dal quale potrete scaricare il file.

Danilo De Martin


P.S.  Le Unioni Ladine che hanno partecipato al progetto sono, come riportato sul prospetto informativo del CD prodotto nel 2000: Union Ladina del Cadore de Medo, Union Ladina d’Oltreciusa, Union Ladina de Alie, Union Ladina de Falciade-Val Biois, Union Ladina del Comelgo, Union Ladina de Riva, Union Ladina de Selva, Gruppo Ladino da Žoldo.

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copertina_dizionario

A breve l’opera sarà disponibile online sul sito dell’Union Ladina.

Un monumento alla parlata ladina di Lozzo di Cadore. Questo è il concetto che più riesce ad esprimere l’enorme quantità di impegno che è stato necessario per portare a termine il Dizionario.

Chi conosce l’argomento glottologia e l’approccio certosino con cui si costruisce ogni lavoro in questo ambito, si rende immediatamente conto degli anni di lavoro che il gruppo della Commissione Bibliotecaria di Lozzo di Cadore si è lasciato alle spalle prima di consegnarlo alla stampa.

Ma basterebbe anche solamente far riferimento alle sole “dimensioni fisiche” del lavoro: 940 pagine in formato 16,5 x 23,5 cm. Pubblicato nel 2004, si impose subito all’attenzione degli addetti ai lavori per l’approfondimento con cui ogni lemma è stato descritto.

Il libro contiene poi un ricco corredo di schede che approfondiscono varie tematiche tra cui, per citarne solamente alcune, quelle dedicate alla casa, alla fienagione, ai pascoli e malghe, alle monete e unità di misura.

Il corpo principale del testo, quello relativo ai vari lemmi, trae origine dalle note del prof. Elio Del Favero, riviste e completate dal gruppo di lavoro della Commissione Bibliotecaria, senza le quali tuttavia il lavoro non avrebbe visto la luce.

Qui di seguito ripropongo la prefazione dello scomparso prof. Giovan Battista Pellegrini, glottologo di fama internazionale, professore emerito all’Università di Padova e, per parte del padre, nostro concittadino:

Sui dialetti cadorini (esclusi il comeliano, l’oltrechiusano e l’ampezzano) il linguista nel complesso è ancora poco informato. In qualche caso, pur non mancandovi un’informazione essenziale, essi sono di proposito ignorati, specie da parte di chi si occupa di ladino con intendimenti anche politici e tali parlate sono definite per lo più “venete” (venedisch, venezianisch) da parte di studiosi che dovrebbero saperne di più. Spesso non si è capito – in particolare da parte di linguisti stranieri – che i registri dialettali della nostra regione sono fondamentalmente due, e cioè quello veneto ( o di una koinè veneta) considerato di maggior prestigio e di pratica utilità, e quello strettamente locale che si equivale a “ladino-cadorino”. E’ ovvio che la parlata autentica, perpetuatasi in loco da tanti secoli, è quella ladina, tutt’altro che spenta (anche se in parte indebolita per tante ragioni). E per indicarne le caratteristiche essenziali, secondo i ben noti parametri ascoliani e gartneriani, basterebbe sottolineare la costante presenza della palatalizzazione di –CA e –GA, vari filoni di conservazione di –S finale latino, i pronomi personali IO-TU e soprattutto il lessico. Già il Ronzon, nel suo “Almanacco Cadorino” della fine ‘800, pur non essendo un linguista, aveva notato alcune caratteristiche delle “nobili” parlate cadorine. Ne riporto il pensiero per intero

“[….] Il dialetto cadorino è un misto di etrusco, di latino, di greco, di slavo, di longobardo, di celtico-friulano, di tedesco, di francese: tutti regali che hanno fatto a noi, come all’altre parti d’Italia, quei graziosi nemici che sono venuti di quando in quando a visitarci. Unico nell’essenziale carattere è multiforme nelle desinenze e nella pronuncia, e vario tanto che quasi ogni villaggio ha un dialetto suo proprio. Esso però si può restringere a sette specie, che io chiamerò: il Comelicano, l’Auronzano, l’Oltrepiavano, il Citropiavano, l’Oltrechiusotto, il Cibianese, e l’Oltremontano. Il Comelicano si distingue per l’elisione di molte vocali e per l’agglomeramento di molte consonanti, cosa che lo fa parente del Piemontese; piena sonora n’è la pronuncia e oscura e difficile assai l’intelligenza agli stessi cadorini, che non sono Comelicani. L’Auronzano non ha, a dir vero, un carattere tanto distintivo da quello dell’Oltrepiave; pure se ne differenzia per il c dolce invece che forte, e per il t che in molte parole assume il suono greco del theta greco; per esempio per dir “là dentro” quelli dell’Oltrepiave dicono là inte, quelli d’Auronzo là inže. Il dialetto oltrepiavano ch’è quello di Vigo, Laggio, Pelòs, Pinié, Lorenzago, si distingue per i participi dei verbi della prima coniugazione in ou, ciò che lo avvicina al Genovese, come potei fare confronto. Per dialetto Citropiavano intendo quello che si parla da Lozzo fino a Termine (sic!), il quale varia da paese a paese, ha però un carattere quasi uniforme, e più s’avvicina al veneto comune e perciò a parer mio, è meno caratteristico. Il dialetto Oltrechiusotto ha molte desinenze in s, tanto che lo si rassomiglia al friulano e allo spagnuolo, che poi hanno un ceppo comune, il latino. Oltre al Boite abbiamo il dialetto Cibianese, che si distingue per la forte pronuncia dell’erre; esso ha dello Zoldano e dell’Oltrechiusotto; così l’Oltremontano, cioè quello di Zoppè, Selva e Pescul.”


Ho riscritto il giudizio impressionistico del nostro studioso cadorino che ebbe tanti meriti, ma che ovviamente non aveva sufficienti cognizioni per scrivere di dialettologia scientifica; esso tuttavia ci fornisce un quadro generale di una classificazione dei dialetti cadorini e ci indica, con approssimazione, i tratti fonetici che colpivano una persona colta, ma sprovvista di conoscenze glottologiche specifiche e pertanto le sue osservazioni sono insufficienti. Mancano pertanto i richiami ad una bibliografia specialistica, che ebbe in G.I. Ascoli (vedi i Saggi ladini del 1873) l’iniziatore di tali studi, seguito, almeno in parte, dal nostro Maestro Prof. Carlo Tagliavini e dalla sua scuola (le tesi di laurea su dialetti cadorini sono assai numerose). Ora possiamo finalmente disporre anche per Lozzo della buona raccolta lessicale del prof. Elio Del Favero, morto alcuni anni orsono, che è stata ampliata e corredata di espressioni più contestualizzate e di disegni etnografici, da parte della Commissione Bibliotecaria di Lozzo. Oltre alla cultura, egli ha messo a profitto la sua vasta conoscenza del dialetto che possedeva pienamente, come parlante nativo. I suoi lemmi ci permettono ulteriori deduzioni sulla collocazione del dialetto nell’ambito del gruppo “ladino” (o “retoromanzo”, secondo una concezione che in buona parte è ancora assai valida).


Giovan Battista Pellegrini



Dalla prefazione del prof. Giovan Battista Pellegrini passo a ciò che è stato anticipato in apertura di articolo:  credo che entro la fine di questo mese sarà possibile avere finalmente online, a beneficio di tutta la comunità ladina in primis, ma a disposizione di ogni interessato, il contenuto de “Il Dizionario della gente di Lozzo“, un atto d’amore verso la propria terra che aspettava da tempo di essere orgogliosamente condiviso.

Danilo De Martin

(il contenuto è stato messo online il 23 febbraio 2009 ed è raggiungibile seguendo il link al Dizionario della gente di Lozzo)

copertina libretto progetto Raffaello 1999Potrebbe sembrare una rievocazione storica a distanza di 10 anni: se lo fosse, non sarebbe certo un problema, ma in realtà la mia intenzione è quella di mettere online il lavoro prodotto durante la realizzazione del progetto Raffaello.

Sono stata interessata in prima persona nella definizione del progetto e quindi ne avevo, come ne ho tuttora, a cuore le sorti; parto dalla semplice constatazione che il nostro compito è quello di produrre cultura legata al territorio, finalità condivise dal progetto Raffaello.

Il materiale lincato è stato prodotto tra il 1999 ed il 2000 e, oggi come oggi, può essere giudicato graficamente spartano, oltre a presentare una interfaccia per la navigazione non proprio lineare.

Tuttavia i contenuti esposti, certamente di buon valore, illustrano vicende di archeologia industriale che, oltre ad essere di per sé degne di nota, è importante che siano rese pubbliche e quindi fruibili.

L’immagine qui a fianco rappresenta la copertina del libretto e CD pubblicato a compimento del progetto Raffaello: il titolo ben evidente è WAVE, composto dalle iniziali di Water, Acqua, Voda ed Eau, i nomi dell’elemento acqua rispettivamente in lingua inglese, italiana, slovena e francese…

Il progetto Raffaello, promosso dalla Unione Europea tra il 1998 ed il 2000, aveva come obiettivi generali:

  • – la conservazione e lo sviluppo dell’eredità culturale dell’Europa
  • – lo scambio di esperienze e informazioni tecniche
  • – l’accesso al pubblico, la partecipazione e la consapevolezza dell’ eredità comune

La sezione progettuale che ci ha interessato, riguardante i mulini pre-industriali in Europa, che è stata coordinata nelle sue fasi attuative dalla Comunità Montana Centro Cadore, aveva come obiettivi primari:

  • restaurare quattro mulini ad acqua e il loro ambiente naturale in Francia, Inghilterra, Italia e Slovenia
  • collegare i mulini confrontando le esperienze tecniche e le conoscenze utilizzando le nuove tecnologie come Internet
  • conservare il “saper fare” relativo al mulini ad acqua nell’Europa pre-industriale

Il lavoro è stato posto online senza l’appesantimento di alcuni video presenti in origine, dei quali peraltro non si avverte la mancanza, inseriti a supporto di alcune descrizioni naturalistiche che, ribadisco, risultano comunque esaustive. Vi propongo due soluzioni per visualizzare il lavoro:

Non mi resta che augurarvi una buona navigazione.

Francesca Larese Filon

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alveareAsto algo de belo scrito o che te ntende scrive, par talian o ladin no à nportanza, e che te piasarae publicà e condivide su chesto blog?

No ocore che l’argomento al sea par forza linguistico; come che te avarà visto se po scrive su duto chel che, n cualsiassi modo, faze riferimento ala cultura ladina dela nostra tera: poesie, scrite sula tradizion, recorde de n tempo, storie, filastroche, faule, fotografie, ma anche robe de n cuoi, atualità nsoma …

Anche se pian pian bisognarà che adotone la grafia semplificada e unitaria, no sta preocupate pai acente e dute chele autre dificoltà che somearae esse a scrive n ladin. Basta scrive chel che se parla, anche se calche ota no l sona ben.

Se te piase l’idea de scrive algo e contribuì cussì a fei cresse sto blog, mandene chel che te volarae publicà al nostro ndirizo mail info@ladinia.org e noi se sarà ben contente de publicalo.

Partecipa, colabora: la nostra comunità ladina à bisuoi anche del to contributo!

Francesca Larese Filon

Photo credit: Todd Huffman

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